Il Tirreno

Empoli

Imu, servizi e Irpef più cari ecco i bilanci lacrime e sangue

di Francesco Turchi
Imu, servizi e Irpef più cari ecco i bilanci lacrime e sangue

Comuni costretti a fare leva su imposte e tariffe per poter mantenere scuole e il settore sociale Si punta sull’addizionale a scaglioni per salvare i redditi bassi e colpire quelli superiori a 75mila euro

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EMPOLI. Addizionale Irpef aumentata un po’ ovunque. Aliquote Imu ritoccate, mensa e trasporto scolastico più cari. Comune che vai, rincaro che trovi. Ma l’impressione è che l’approvazione dei vari bilanci preventivi porterà stangate un po’ ovunque, anche se in misura diversa. I documenti – in buona parte dei casi – non sono ancora definitivi, ma i sindaci hanno iniziato a presentarli alle parti sociali. È già toccato a Montelupo e Montaione, oggi sarà la volta di Certaldo, nei prossimi giorni a Empoli e via via a tutti gli altri. E il quadro che emerge è decisamente preoccupanti per imprese e famiglie, che finiranno per pagare sulla loro pelle (e con le loro tasche), almeno in parte, gli effetti della spending review, che ha tagliato cinque milioni di euro nel circondario. Anche se l’obiettivo degli enti locali è di far ricadere il più possibile la batosta sui redditi più alti, in nome di una maggiore equità. Questo soprattutto grazie all’introduzione di un sistema di scaglioni sulla base del reddito.

L’esempio. Uno spaccato di ciò che avverrà nei prossimi mesi viene fornito dal quadro presentato ad associazioni di categoria e sindacati dalla giunta di Montelupo, che deve fare i conti con un “buco” di 600mila euro di entrate correnti derivanti da contravvenzioni e ruoli per recupero somme non pagate, che va ad aggiungersi ai 450mila euro di taglio alle risorse correnti (spending review). Per far fronte a questa voragine il Comune ha deciso una serie di tagli: 67mila euro alle spese per il personale, 52mila euro per l’acquisto di beni, 240mila euro nell’acquisto di servizi (di cui 45mila euro in meno sulla manutenzione del verde) e un taglio di ben 180mila euro dei trasferimenti all’istituzione Montelupo cultura e promozione, che riceverà 430mila euro contro i 610mila euro del 2012.

La stangata. E poi c’è l’altra parte della manovra, che va a incidere direttamente sui cittadini. Previsto l’aumento dell’addizionale Irpef dallo 0,4% allo 0,8% con l’introduzione però di una soglia fissa di esenzione di 10mila euro che, secondo il Comune, permetterà l’esonero dal pagamento per un contribuente su tre. Contemporaneamente ci sarà l’adeguamento Istat del canone base per l’occupazione di spazi e aree pubbliche. E, soprattutto, la rimodulazione delle tariffe scolastiche di mensa e trasporto, con l’introduzione di un nuovo scaglione Isee.

Cara scuola. Per quanto riguarda la mensa scolastica, decisa l’introduzione di un’ulteriore fascia per Isee superiori a 25mila euro, che pagheranno 4,10 euro a pasto. Andrà ad aggiungersi ai tre esistenti: (1,10 euro a pasto fino 10mila euro, 3,50 tra 10 e 16mila euro e 3,90 sopra i 16mila euro). Aumento di due euro al mese della tariffa mensile del trasporto scolastico (che passa quindi da 6 a 8 euro, da 18 a 20 e da 21 a 23), con l’aggiunta di una quarta fascia da trenta euro mensili per chi ha un Isee superiore a 25mila euro.

Scaglioni empolesi. La giunta guidata da Luciana Cappelli sta definendo proprio in queste ore gli ultimi dettagli della manovra. Praticamente certa l’introduzione degli scaglioni per quanto riguarda l’addizionale Irpef: finora veniva applicata l’aliquota minima dello 0,4% per tutti, ora invece per i redditi sopra i 75mila euro sarà portata allo 0,8%.

Qui Montaione. Stasera il bilancio approda in consiglio comunale. Per far fronte a un taglio di 350mila euro alla spesa corrente, il sindaco Paola Rossetti ha effettuato «una revisione puntuale di tutti i capitoli». Poi si è deciso di estinguere alcuni mutui per risparmiare sugli ammortamenti. Ma non è bastato. E allora l’amministrazione ha optato per l’introduzione dell’addizionale a scaglioni: 0,4% sotto i 15mila euro (finora era per tutti), 0,6% per i redditi compresi tra 15mila e 75mila euro e 0,8% per quelli superiori a 75mila euro. Ufficiale anche l’aumento dallo 0,82% allo 0,85% dell’aliquota Imu sugli immobili che non sono prima casa: «È una scelta dolorosa – spiega Rossetti – che ricade soprattutto su commercianti e imprese. Ma in questo momento è inevitabile. Ci siamo impegnati però a tornare sui nostri passi nel caso riuscissimo a reperire in altro modo le risorse mancanti».

franturchi

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