Sicurezza
Spacciavano in piazze e giardini pubblici
In sette rifornivano di cocaina imprenditori, liberi professionisti, operai e studenti: arrestati dai carabinieri
EMPOLI. Spacciavano nei giardini pubblici e nelle piazze. Senza curarsi della presenza di anziani e bambini. Ogni giorno smerciavano decine di dosi di cocaina a studenti, liberi professionisti, imprenditori e operai dell’Empolese Valdelsa. Ma ieri mattina all’alba sono finiti nella trappola dei carabinieri: si tratta di sette spacciatori (italiani, marocchini e albanesi), di età compresa tra 26 e 45 anni, tutti residenti nel circondario (fatta eccezione per il “pratese” Jeshili) che si erano spartiti il mercato al dettaglio della zona. Sono stati arrestati dai carabinieri di Empoli al termine di un’indagine andata avanti oltre un anno, fatta di appostamenti, pedinamenti e perquisizioni.
Chi sono. I pusher (i cui nomi sono nel box a fianco) sono tutti vecchie conoscenze delle forze dell’ordine, sempre per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Alcuni di loro, già assuntori di cocaina, sono diventati spacciatori per garantirsi i soldi necessari all’acquisto per il proprio fabbisogno. Gli uomini del Nucleo operativo radiomobile guidati dal tenente Giovanni Palermo erano sulle loro tracce già nel febbraio 2012, con l’obiettivo di stroncare lo smercio di cocaina. Dalle indagini è emerso che i soggetti non si erano strutturati in un’associazione a delinquere, ma erano comunque in contatto tra di loro. Ognuno aveva una sua zona di riferimento e badavano a non pestarsi i piedi. Anzi, se uno di loro rimaneva “a secco” poteva contare sulla collaborazione di qualche collega per il rifornimento di droga. Le indagini, durante questi quindici mesi, avevano già portato quattro arresti e a sequestri di piccoli quantitativi di stupefacenti già suddivisi in dosi (quasi sempre cocaina, in un’occasione anche 150 grammi di marijuana).
Le modalità. Il metodo di lavoro era più o meno lo stesso per tutti. Ricevevano la telefonata, davano appuntamento al cliente in un giardino o in una piazza (a qualsiasi orario, anche in pieno giorno), dove avveniva materialmente lo scambio. In piazza don Minzoni, di fronte alla stazione, ma anche in piazza Matteotti. Nella zona dell’ospedale San Giuseppe, fino ai giardini pubblici di Spicchio e Sovigliana: il servizio “H24” era ben ramificato nella “Città delle due rive”.
I prezzi. Anche il “listino” era unico: una dose (0,6 grammi) costava da 70 a 80 euro, a seconda della purezza della cocaina e del cliente più o meno abituale. Ogni spacciatore arrivava a vendere anche dieci-quindici dosi di cocaina al giorno, per un guadagno giornaliero che poteva superare i mille euro.
Niente identikit. E i clienti chi erano? «Non c’è un target ben definito – spiega il capitano Giuseppe Pontillo, che guida la compagnia di Empoli – ormai l’uso di cocaina è diffuso senza distinzioni di ceto sociale: tra gli assuntori ci sono liberi professionisti, operai, imprenditori, studenti universitari; si va dal ventenne fino ai 57 anni dell’ultimo dei segnalati».
Missione compiuta. I sette spacciatori si trovano ora agli arresti domiciliari: «Con questa operazione – sottolinea Pontillo – che arriva a due mesi di distanza da quella che aveva portato al sequestro di settanta chilogrammi di hashish abbiamo mandato un altro messaggio importante alla filiera dello spaccio».
@franturchi
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