Sicurezza
Una donna su tre va a partorire in altri ospedali
EMPOLI. Il parto rappresenta una vena scoperta per l’Asl 11. Due degli indicatori di riferimento, infatti, figurano tra quelli con i punteggi più bassi: si tratta della percentuale di parti indotti e...
EMPOLI. Il parto rappresenta una vena scoperta per l’Asl 11. Due degli indicatori di riferimento, infatti, figurano tra quelli con i punteggi più bassi: si tratta della percentuale di parti indotti e delle fughe per parto. Inoltre c’è da dire che le performance negative in questo ambito sono ormai strutturali visto che si confermano anno dopo anno sul report della scuola Sant’Anna.
In particolare la percentuale di parti indotti farmacologicamente è passata dal 23,66% del 2011 al 25,41% dello scorso anno. In assoluto sono stati 312 quelli indotti sui 1.228 parti vaginali totali nel 2012, mentre l’anno prima si erano fermati a 305 su 1.289. Trend inverso si registra per quanto riguarda le fughe per parto, scese dal 33,54% del 2011 al 32,25 del 2012. In valori assoluti, due anni fa ci sono state 711 donne residenti nel territorio di riferimento dell’Asl 11 sulle totali 2.120 partorienti che hanno preferito un ospedale di un’altra azienda sanitaria. Mentre l’anno scorso sono state 673 su 2.087 parti totali. Tuttavia, il dato negativo rimane con 1 donna su tre che partorisce fuori dall’Asl di riferimento. Tuttavia, secondo la dirigenza dell’Asl 11 questi numeri non indicano una scarsa fiducia nella struttura empolese: «Le percentuali di soddisfazione espressa nei confronti del personale dalle mamme che hanno scelto Empoli è alta – sono le parole del direttore sanitario Renato Colombai, che già negli anni scorsi aveva commentato questo aspetto del report del Mes – e ci sono molte donne che scelgono il nostro ospedale pur appartenendo ad altre Asl». Secondo l’azienda, inoltre, va tenuto conto anche della posizione geografica.
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