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Empoli

Buoni i voti dell’Asl 11 bassa mortalità per tumori

Buoni i voti dell’Asl 11 bassa mortalità per tumori

In Toscana è la terza azienda per prestazioni secondo le pagelle del Mes Una delle preoccupazioni è il numero di aborti: sono più di uno al giorno

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EMPOLI.

L’Asl 11 è la terza azienda sanitaria in Toscana per prestazioni offerte in base alle pagelle compilate dal laboratorio Mes della scuola superiore Sant’Anna. Secondo i dati del 2012, infatti, l’azienda che passerà sotto la direzione di Monica Piovi ha raggiunto una media voti di 3,22 in una scala che va da zero a cinque. Sui 245 indicatori presi in considerazione dagli studiosi del prestigioso istituto pisano, l’Asl 11 ne ha ben 73 che hanno raccolto un punteggio ottimo, 72 con un giudizio buono, 65 sono nella media, 21 hanno avuto una valutazione scarsa e 14 molto scarsa. Da considerare, inoltre, che delle 45 voci principali nessuna, a differenza dello scorso anno quando la valutazione degli utenti sul pronto soccorso era stata pessima, è stata inserita nella fascia più bassa. Mentre solo due sono stati inseriti nella fascia scarsa (la penultima): la capacità di comunicare da parte dell’azienda secondo i dipendenti e il tasso di infortuni. Altra pecca, anche se non è considerata tra le voci principali, riguarda le fughe per parto. Ma vediamo la situazione nel dettaglio.

I fiori all’occhiello. L’Asl 11 ha raggiunto per 23 indicatori la performance migliore tra le dodici aziende sanitarie toscane. La mortalità per suicidi (uno dei 45 indicatori principali) è la più bassa della Regione con un tasso di 2,4 decessi ogni 100mila abitanti. Spulciando le voci più interessanti, primo posto anche per quanto riguarda il numero di corsi Afa (attività fisica adattata) organizzati, l’appropriatezza della prescrizione farmaceutica relativa a diversi farmaci, la puntualità e la valutazione dei sistemi informativi.

Prestazioni positive. Al di là dei primi posti, come accennato, ci sono in tutto 73 indicatori con una valutazione ottima. Tra i principali è da annoverare la mortalità per tumori: i decessi nel 2012 sono stati in totale 2.060 su una popolazione di riferimento di 713mila abitanti. Stessa cosa vale per il tasso di anni potenzialmente persi, una voce che indica quanti decessi sono avvenuti sotto la soglia adottata come standard di 75 anni. Ottima anche la capacità di governo della domanda: il tasso di ospedalizzazione è di 128 ricoveri ogni 100mila abitanti, cioè 32.899 in tutto l’anno passato. Così come l’appropriatezza chirurgica e il rischio clinico, che è tra i più bassi in assoluto. Risultati al top sono stati assegnati anche alla spesa farmaceutica pro capite, che è con 187,26 euro la più bassa dopo Grosseto e Prato. Molti anche gli indicatori classificati come buoni (nella fascia inferiore), ben 72. Tra questi da sottolineare la mortalità infantile, la copertura vaccinale, l’appropriatezza diagnostica e quella medica, l’efficienza dell’attività di ricovero.

Le pecche. Gli indicatori inseriti nelle fasce scarsa e molto scarsa sono in tutto 35. Nella prima, tra i più rilevanti, figurano la completezza e qualità del 118, il consumo di antibiotici, la chiarezza di informazioni e la frequenza di visite domiciliari dei medici di famiglia. Maggiore preoccupazione desta il tasso di interruzioni volontarie di gravidanza (424 su una popolazione di 57.588 donne tra i 12 e 49 anni residenti) e il tasso di infortuni (214 su poco meno di 4 milioni di ore di lavoro). Giudizio scarso è stato assegnato dai dipendenti all’attività di comunicazione dell’azienda. Nell’ultima fascia, infine, figurano la percentuale di donatori effettivi sui decessi encefalici, la copertura del vaccini antinfluenzale per gli over 65 e le fughe per parto.

Marco Pagli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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