Proteste
ATTENZIONE AL RISCHIO DORMITORIO
di VINCENZO MOLLICA Guardando con interesse, ma anche con apprensione, la proposta progettuale per l'area ex Vitrum, troviamo elencati, pensiamo non per volontà del progettista ma per attitudine ad...
di VINCENZO MOLLICA
Guardando con interesse, ma anche con apprensione, la proposta progettuale per l'area ex Vitrum, troviamo elencati, pensiamo non per volontà del progettista ma per attitudine ad un metodo, tutti quanti i limiti che possono trasformare una miniera d'argento in una cava abbandonata. Non può essere spacciata per apertura alla città un ritaglio di piastrelle chiamato piazza o per scambio urbano . qualche porticato di passo tra il dentro e le vie perimetrali. Data buona l'intenzione del progettista di raggiungere lo scopo di “apertura”, non sono questi piccoli varchi i motivi perché un cittadino trovi ragione di penetrare all'interno del complesso. Altre esperienze simili, sebbene in diversa ubicazione, si sono risolte in un fallimento, se questa era la direzione intenzionale. Tutte, hanno avvalorato l'esperienza dell'isolato chiuso, anziché aperto.
Attenzione, perciò, ad affermare scambi di valenze funzionali, in situazioni, oggi, particolarmente complesse , sopratutto senza prima dichiarare la trasparenza delle destinazioni. A chi è rivolto il complesso? Quali funzioni contiene esattamente? Poniamo queste domande alla luce della affermazione di complesso “aperto” alla città, dato che ciò implica, pensiamo, la presenza di uno spazio sperimentale ben più spinto rispetto a quello che appare, orientato più alla esperienza di comunità eterogenee che non a moduli familiari tradizionali. La qualità di questo scambio dovrebbe costituire il centro d'interesse di questo progetto, perché rappresenta ciò che riteniamo la differenza tra l'orgoglio di appartenere e l'indifferenza del dovere accettare, il rapporto che si genera tra ciò che nasce e ciò che già esiste. Se dovesse trattarsi di una rimodulazione di cose già viste, come, per certi aspetti, traspare dalla proposta, non basteranno le dotazioni di risparmio energetico a colmare la preoccupazione di una ennesima soluzione edilizia. Saremmo dispiaciuti se la soluzione dovesse coincidere con il solo rispetto dei parametri urbanistici e con lo scimmiottamento, non sappiamo se voluto o imposto, dei profili di un vicinato urbano appartenente ad altre stagioni. Una città che non trova il coraggio di confrontarsi con il cambiamento produce dormitori destinati ad uomini invisibili.
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