La protesta
Tentato suicidio, stazionario il ragazzino
È sempre ricoverato in rianimazione all’ospedale San Giuseppe. La sua prognosi rimane riservata
EMPOLI. Stazionarie le condizioni del ragazzino che giovedì pomeriggio ha tentato di impiccarsi alla trave di un gazebo nella sua abitazione. La prognosi è riservata e il ragazzino, che ha 13 anni, è sempre in coma ed è ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Giuseppe dove è stato portato subito dopo esser salvato da un passante accorso dopo le urla delle madre che lo aveva trovato ormai appeso alla trave.
Intanto è stata confermata la ricostruzione emersa fin da subito: l’adolescente ha deciso questo gesto dopo esser tornato a casa e aver saputo che dalla scuola avevano chiamato la famiglia per mettere a conoscenza il padre e la madre dell’impossibilità di ammetterlo agli esami di terza media. E il ragazzino probabilmente non ha retto al dispiacere di aver fallito nel rendimento scolastico, sia agli occhi degli insegnanti che dei genitori. In passato non c’era stato alcun precedente che avesse fatto preoccupare la famiglia: il ragazzino ha sempre avuto una vita tranquilla in un contesto familiare normale e senza disagi particolari. Così l’atteggiamento rispetto alla scuola. Niente negli anni passati poteva far presagire questo atto in un contesto, tra l’altro, dove tra l’altro i ragazzini sono molto seguiti sia dagli insegnanti che da chi dirige l’istituto. Poi, invece, giovedì pomeriggio è esploso il dramma all’improvviso. Il fatto è avvenuto in un comune dell’Empolese Valdelsa (che non specifichiamo per non rendere in alcun modo possibile l’identificazione del ragazzino) subito dopo che era rientrato da scuola. In casa c’era la madre che era stata avvertita da poco dalla scuola. E qui lui ha preso la decisione in maniera improvvisa e, data l’età, senza nemmeno rendersi conto delle conseguenze che il suo gesto poteva portare. Ha preso una catena, l’ha agganciata a una trave del gazebo. E poi se l’è girata al collo. Sono passati pochi attimi e la madre si è accorta di quanto aveva fatto il figlio. Da qui ha iniziato a urlare e a cercare di salvare il figlio rimasto appeso con le gambe nel vuoto.
Sono passati altri minuti fino a quando un uomo, che aveva parcheggiato la macchina all’altezza dell’abitazione e ha sentito le urla dalla strada, ha raggiunto il terrazzo e ha staccato il ragazzino dalla trave. Ora la speranza di tutti è che il prima possibile tutto questo sia solo un brutto ricordo.
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