Italia
Intossicazioni e malori in sala operatoria
Tre episodi in tre mesi per gli infermieri che ci lavorano. Con l’ultimo caso quattro di loro sono finiti al pronto soccorso
EMPOLI. Tre episodi che non possono non lasciare preoccupazione. E su cui un sindacato, il Nursind, lancia l’allarme. Si tratta di un’intossicazione che si sta ripetendo in una sala operatoria, sempre la stessa. Quella della cosidetta palazzina rosa che è dedicata alla chirurgia ambulatoriale. Ci sono stati tre casi di intossicazione durante gli interventi. E l’altro ieri si è verificato l’episodio più grave con quattro infermieri che sono finiti al pronto soccorso per problemi respiratori.
«Il primo episodio risale al 26 febbraio scorso - spiegano dalla segreteria provinciale del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche - giorno in cui in sala operatoria ambulatoriale del blocco G dell’ospedale di Empoli si verificarono malori improvvisi che colpirono alcuni operatori; quattro di loro dovettero ricorrere alle cure del pronto soccorso». Poi, a quanto risulta al Nursind, nuovo episodio a fine aprile. «Le verifiche fatte dall’azienda, a quanto ci è dato sapere, facevano supporre e ricondurre l’accaduto a sostanze volatili presenti nel circuito di areazione - spiega ancora la segreteria - ma comunque le sale operatorie hanno continuato a funzionare».
Il 23 maggio altra segnalazione. «Un nuovo importante episodio ha colpito gli operatori presenti con malori generalizzati - spiegano dalla segreteria - tre di loro sono stati trasferiti in pronto soccorso con importanti problematiche di tipo allergico e respiratorio, un’altra collega è stata soccorsa più tardi nella propria abitazione». Ieri mattina l’infermiera aveva ancora mal di testa. E ha avuto una prognosi di una settimana. «Quello che però ci sconvolge e ci allarma è che mentre stiamo scrivendo - si legge in una nota del Nursind - ci risulta che le sale suddette siano ancora in funzione. E’ inaccettabile questo tipo di situazione e questo è stato più volte dichiarato anche dagli Rls (Rappresentanti della sicurezza dei lavoratori). Si espongono operatori e utenti a rischi per la loro salute. Le sale operatorie devono chiudere fino a risoluzione definitiva delle problematiche che hanno portato a questa inaccettabile condizione di rischio».
Il Nursind aggiunge: «Stamattina (n.d.r. ieri mattina) l’attività non è stata interrotta - hanno aggiunto - e questo è molto grave da parte della direzione aziendale. A una delle infermiere che ha accusato il malore è stato riscontrato un edema della glottide e ha dovuto fare una terapia con farmaci».
Dall’altra parte il direttore generale Eugenio Porfido ha spiegato che « fin dal primo episodio che è stato segnalato l’azienda ha effettuato una verifica accurata su tutto l’impianto di areazione. Sono stati controllati tutti i componenti e sono stati cambiati i filtri».
Ma l’episodio si è ripetuto altre due volte. «Allora - va avanti Porfido - l’ipotesi è che possa dipendere dai lavori che vengono fatti a confine con la sala operatoria».
Il sospetto è che nel cantiere del project financing, proprio accanto alla sala operatoria in questione, dove vengono ricostruiti edifici a servizio dell’ospedale, siano usati macchinari che producono polveri che a loro volta si infilano nell’impianto collegato alla sala operatoria. Da qui l’azienda ha fatto sospendere i lavori alla Inso che dovrà controllare che il cantiere non interferisca con la salubrità della sala operatoria. E il cantiere in questa zona non riaprirà finché non ci sarà la certezza che non sia questo la ragione di malori e intossicazioni.
Da sottolineare, comunque, che si tratta di un nuovo accertamento che è in corso perché non è ancora chiara e accertata l’origine di questo fenomeno.
Lucia Aterini
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