Il Tirreno

Empoli

Bocciato, a 13 anni tenta il suicidio

di Francesco Turchi
Bocciato, a 13 anni tenta il suicidio

Il ragazzino era in casa, la mamma lo ha visto mentre si impiccava a una trave con una catena. È in gravissime condizioni

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EMPOLI. Quando è arrivato a casa dopo una giornata trascorsa sui banchi gli è caduto il mondo addosso. Dalla scuola avevano avvertito i suoi genitori che non sarebbe stato ammesso all’esame di terza media. Lui, che vive in un comune dell’Empolese Valdelsa, non ha retto alla delusione e si è fatto completamente travolgere dalla disperazione. L’angoscia l’ha spinto a fare un gesto che nella migliore delle ipotesi è destinato a segnare la vita sua e della famiglia. Intorno alle 14.30 di ieri ha preso una catena ed è andato sul terrazzo di casa, dove c’è un gazebo. Se l’è stretta intorno al collo e ha fatto un nodo. Poi è salito su una sedia. Ha agganciato la catena alla trave della struttura. E si è lasciato cadere. La mamma, che era in casa, ha sentito dei rumori, si è avvicinata al terrazzo e si è ritrovata di fronte alla terribile scena. Ha iniziato a gridare. A chiedere disperatamente aiuto. Mentre cercava di staccare il suo angelo – ormai privo di sensi – da quella maledetta catena. Senza riuscirci.

Quelle grida cariche di orrore e sgomento, sono arrivate fino alla strada principale (anche se il terrazzo di trova in un cortile interno). E hanno catturato l’attenzione di due persone. Un passante, residente nella zona del Cuoio, che si trovava lì per caso e stava leggendo alcuni documenti fuori dall’auto parcheggiata. E una vicina di casa. I due hanno capito che stava accadendo qualcosa di molto grave, ma in un primo momento non riuscivano a individuare la provenienza delle grida. Una volta individuato l’appartamento, si sono precipitati all’interno, sono arrivati fino al terrazzo e si sono ritrovati di fronte una madre terrorizzata e paralizzata dal dolore che cercava di salvare la vita a suo figlio, appeso a una catena.

La freddezza dell’uomo, in un contesto così drammatico, è stata decisiva. Ha staccato il ragazzino da quella maledetta catena, l’ha disteso per terra e ha iniziato a praticargli il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale. Tutto questo mentre la vicina chiamava il 118. Che ha immediatamente inviato sul posto l’automedica e un’ambulanza. I soccorritori – arrivati in pochissimi minuti – hanno proseguito le operazioni di rianimazione cardiopolmonare sotto gli occhi impietriti della mamma.

Il cuore del tredicenne ha ripreso a battere. E a quel punto è scattata la corsa della speranza verso l’ospedale San Giuseppe di Empoli, dove è arrivato in condizioni gravissime. Ora è ricoverato nel reparto di rianimazione. I medici non si sbilanciano. Potrebbe farcela. Per il momento è in coma farmacologico e le eventuali conseguenze dell’arresto cardiaco potranno essere valutate solo nelle prossime ore. Nel frattempo sono arrivati i carabinieri, che attraverso il racconto dei due testimoni hanno cercato di ricostruire i terrificanti minuti che hanno rischiato, e rischiano, di cancellare la vita di un adolescente.

Ai familiari, a tutta la comunità, ai compagni di scuola, agli insegnanti e agli amici non resta altro che incrociare le dita, aspettare. E sperare che questo dramma non sfoci in tragedia. Che una famiglia non venga devastata da un dolore così grande, mescolato al rimorso per quella ramanzina che un qualsiasi genitore può riservare al figlio di fronte a una bocciatura.

Una famiglia, quella del tredicenne, che non ha particolari problemi di natura economica o sociale. E anche il ragazzino – per quello che può valere in questo momento – non avrebbe manifestato nei giorni immediatamente precedenti alla notizia della mancata ammissione all’esame di terza media, una condizione di disagio particolare. Poi però la certezza dell’imminente bocciatura l’ha devastato dentro. E gli ha fatto afferrare quella maledetta catena.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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