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Rischiata un’esplosione per rubare benzina

Rischiata un’esplosione per rubare benzina

Due ladri maldestri (poi arrestati) bucano i tubi dell’impianto Eni e mandano in tilt mezza Toscana

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SAN MINIATO. Se l’impianto fosse stato al massimo della pressione, i ladri che nella notte hanno cercato di rubare la benzina danneggiando l’oleodotto, probabilmente sarebbero morti in seguito ad un’esplosione. Il loro piano - messo in atto alle 4 di mattina - ha messo a rischio la circolazione ferroviaria lungo la linea tra Firenze e Pisa, creando infiniti disagi e costringendo Rfi (Rete ferroviaria italiana) per ragioni di sicurezza a bloccare il traffico dei treni (14 i convogli regionali fermati) per circa tre ore. Eni parla di un danno economico di diverse centinaia di migliaia di euro. Due ladri di origine romena sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di San Miniato subito dopo il tentato furto. Dal tubo rotto c’è stato uno sversamento di alcuni metri cubi di benzina raffinata che hanno invaso un fosso e i campi lungo via Candiano. Un rivolo verde dall’odore inconfondibile che ha subito preoccupato per le conseguenze dal punto di vista dell’inquinamento anche se poi l’allarme è rientrato.

Per cominciare i malviventi hanno scavato una buca profonda un metro e sessanta ed erano pronti a riempire numerosi fusti collocati su un furgone. Durante il “lavoro” qualcosa è andato storto: hanno danneggiato il tubo che ha iniziato a perdere benzina in maniera incontrollata allagando il terreno circostante e un fossato, dopo avere investito gli stessi ladri. Immediata la segnalazione del “sabotaggio” e questo grazie all’intervento dei carabinieri che hanno fermato due persone sospette ( i romeni poi arrestati) e hanno intuito che avevano colpito nelle vicinanze.

È stato così segnalato lo sversamento e di conseguenza sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Castelfranco di Sotto con i tecnici dell'Eni per bloccare la fuoriuscita di carburante, fermata a metà mattina anche se poi gli operai di Eni hanno lavorato per buona parte della giornata per riparare i danni e mettere in sicurezza l’impianto.

Il carburante è stato pompato per evitare dispersioni nel terreno. Sono intervenuti anche gli operatori di Arpat per valutare l'inquinamento ambientale dell'area e il danno ambientale.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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