Il Tirreno

Empoli

Un risparmio di 116 euro con la sospensione dell’Imu

di Marco Pagli

Boccata d’ossigeno per più di 60mila contribuenti dell’Empolese-Valdelsa Ma la novità riguarda solo la prima casa: ecco chi dovrà ancora pagare e come

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EMPOLI. Il decreto approvato nel Consiglio dei ministri di venerdì scorso sulle novità in materia di Imu concederà una boccata di ossigeno a circa 60mila contribuenti dell’Empolese Valdelsa. In media 116 euro per i possessori di prime case nel circondario, per i quali è stata sospesa la prima rata dell’imposta municipale unica. In tutto si tratta di circa 8 milioni di euro che non entreranno nelle casse delle 11 amministrazioni dalla porta principale sotto forma di Imu, ma che dovrebbero passare dalla finestra rappresentata da un anticipo di cassa da parte dello Stato verso gli enti locali. In sostanza, si parla della metà del gettito dell’imposta sugli immobili relativa alle abitazioni principali nel 2012, a cui si deve aggiungere quello degli immobili rurali e dei terreni e togliere quello delle prime case di pregio. Mentre tutto rimarrà invariato per quanto riguarda tutte le altre tipologie di immobili che non saranno esonerati dal pagamento dell’acconto e che dovrebbero fruttare, considerando sempre gli introiti dello scorso anno come da decreto, circa 25 milioni di euro.

Le novità. In sostanza, la lunga mediazione tra le due anime del governo Letta ha partorito una soluzione di compromesso che spegne gli entusiasmi degli imprenditori che avevano creduto in una sospensione dei capannoni industriali dalla prima rata, ma che conferma il provvedimento per prime case, immobili rurali e terreni. In totale saranno circa 60mila i contribuenti titolari di abitazioni principali che non dovranno recarsi presso le sedi territoriali dell’Agenzia delle entrate o delle Poste di qui al 17 giugno prossimo. L’esonero per l’acconto riguarda anche le case popolari, le abitazioni delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, le case assegnate al coniuge in sede di separazione, quelle non affittate di proprietà di anziani e disabili ricoverati in via permanente in istituti di cura, quelle degli italiani residenti all’estero iscritti all’Aire e le case principali costituite da due unità abitative accatastate insieme.

Chi dovrà pagare. Restano, invece, poco meno di 130mila coloro che dovranno pagare l’acconto di giugno per gli altri immobili non interessati dalle modifiche. Si tratta di negozi, uffici, capannoni industriali, oltre alle prime case considerate di pregio, cioè quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Inoltre nessuna sospensione per box auto, cantine, magazzini, tettoie e soffitte. Stessa cosa per le abitazioni affittate e per quelle date in prestito a parenti. Caso a parte, anche se rientrano comunque tra coloro che devono pagare la prima rata, riguarda i coniugi non legalmente separati che hanno residenza in due abitazioni differenti.

Come fare. I circa 130mila che dovranno pagare la prima rata possono calcolare l’importo in maniera molto semplice. Basta individuare la rendita catastale dell’immobile e rivalutarla del 5%, quindi moltiplicarla per l’aliquota di riferimento dello scorso anno (quella adottata per la seconda rata), togliere le detrazioni del caso e dividere per due. Il risultato, seppur con qualche scostamento, dovrebbe essere la metà di quanto versato nel complesso lo scorso anno. Il termine, come accennato, è il 17 giugno prossimo. Il pagamento può essere effettuato sia con il modello F24 (con il codice tributo di riferimento per ogni tipologia di immobile), sia tramite bollettino postale. Tutto l’importo va versato al Comune di appartenenza. Le abitazioni principali non esentate non potranno beneficiare della ripartizione in tre rate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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