La manifestazione
Risorge l’area ex Vitrum 60 abitazioni e negozi
Pronto il progetto dopo 30 anni di abbandono. Presto approvata la variante al piano regolatore. Le case avranno le bollette per il riscaldamento dimezzate
EMPOLI. Sembra ormai imminente, si pensa entro il mese di luglio, l’approvazione da parte del consiglio comunale della variante al secondo regolamento urbanistico che darà il via libera a 37 opere pubbliche, tra le quali la ristrutturazione e riqualificazione dell’area industriale dell’ex Vitrum, fiore all’occhiello della produzione empolese del vetro per tutto il XX secolo e dismessa nel 1984. Al posto di edifici fatiscenti e degrado urbano in una zona strategica alle porte della città, il piano di riqualificazione presentato dalla società proprietaria prevede la costruzione di sedici edifici destinati ad uso residenziale e commerciale, circondate dal verde, accessibili da tutti i lati di via Ricasoli, via G. Da Empoli, via Tripoli e via Curtatone e Montanara e dotati di sedute nelle quattro piazze che sorgeranno agli angoli del complesso.
Un progetto che lo stesso architetto Fabio Alderotti, responsabile della progettazione dell’area, definisce come “aperto alla città”. La vicenda legata all’ex Vitrum, di proprietà della cooperativa edilizia Ricasoli di Prato, attende un’evoluzione da sette anni; da quando, nel 2006, venne presentato e approvato il progetto di riqualificazione dell’area di importanza cruciale per l’immagine della città. Ma quel progetto, come conferma lo stesso architetto Alderotti, «non era economicamente sostenibile. Forse lo era nel 2000 quando il mercato dell’edilizia era ancora florido. Ma già nel 2007 le cose sono cominciate ad andare a picco, fino ad arrivare ad oggi dove persiste l’immobilismo del comparto edilizio».
Questo progetto, invece, ha una maggiore sostenibilità, nonostante sembra che le banche rinuncino a dare incentivi sulle nuove costruzioni proprio per la difficoltà di vendere le case. «Per questo motivo tanti anni di attesa – ci conferma l’architetto Alderotti – Nessuna delle parti in causa nel progetto poteva permettersi di andare a perderci, seppure il recupero dell’ex Vitrum fosse di enorme importanza per la città«. Ma oggi cosa è cambiato? «Certamente i presupposti di eco-sostenibilità con cui si è cercato di costruire permettono di avere migliori prospettive di appetibilità degli immobili che saranno realizzati» dichiara con soddisfazione l’architetto che accenna ad un bagaglio di conoscenze acquisite molto più ampio sulle nuove tecnologie atte a far risparmiare, fino ad un totale abbattimento, i costi delle bollette. Questo perché le 60 unità abitative che saranno realizzate nell’area saranno a impatto ambientale zero. Le case che sorgeranno saranno dotate di un cappotto supplementare esterno per un maggiore contenimento del calore; di pannelli solari per la produzione di energia alternativa; di pompe di calore Vrf che permetteranno di recuperare fino al 50% dei consumi per il riscaldamento e della dispersione termica e che sostituiscono in pieno le funzioni delle vecchie caldaie. Su un’area di 6.300 metri quadrati, 1.300 saranno destinate ad attività commerciali, mentre per gli altri 5.000 destinati ai residenti saranno disponibili da 80 a 100 posti auto realizzati in un parcheggio interrato ed accessibile da via Tripoli e da via Curtatone. Il progetto resta “aperto” alla città senza perdere di vista la sua funzione pubblica. Già dalla conformazione degli stabili, che saranno privi di barriere architettoniche, e fino alla realizzazione di quattro piazze negli angoli dell’area, dotate di sedute per chi voglia fare una sosta o godersi un po’ di fresco a pochi passi dalla stazione o dalle strade del centro storico. Quali siano i tempi di realizzazione dell’opera non ci è ancora dato saperlo, in quanto tutto dipenderà dai tempi tecnici per l’approvazione, la predisposizione e l’attuazione del progetto. I lavori dovrebbero poter partire non prima, si presume, del giugno del prossimo. Intanto si attende l’arrivo del primo step, l’approvazione della variante urbanistica, per quello che sarà un lungo iter burocratico durante il quale sarà possibile conoscere i costi di un’opera di recupero tanto attesa da tutti i cittadini empolesi.
Antonio Lanza
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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