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Una frazione impazzita «Ubriachi di Bighino»

Una frazione impazzita «Ubriachi di Bighino»

Lacrime di gioia di capitan Cioni: bravi a guardarci dalla rivale Massarella Venieri: ora una grande festa. Il fantino: sapevo che non mi avrebbero ripreso

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FUCECCHIO. La prima vittoria di Torre al 33º Palio delle Contrade di Fucecchio - salutata dagli applausi della Buca – ha tanti padri. «Sono presidente da quattro anni - racconta il presidente Giancarlo Venieri - il primo anno siamo arrivati secondi, poi per due anni non ci siamo qualificati per la finale a causa di un cavallo non all'altezza. Quest’anno che i mezzosangue erano tutti validi, abbiamo fatto la nostra parte e infatti s'è vinto. Ho dato ai contradaioli biancoazzurri la grande soddisfazione del primo alloro in bacheca. E festeggeremo questo evento come si deve, compatibilmente con gli impegni del fantino». E il capitano vincente Matteo Cioni, abbracciato dai suoi, aggiunge ridendo di gioia e piangendo per l'emozione impagabile: «La finale è stata lunga ma appassionante, è la bellezza del Palio. È il primo anno del nuovo consiglio, dovevamo guardarci in gara dalla rivale Massarella». Poi guarda il cencio del pittore Pasquinelli - che chissà perché non era presente nella buca D'Andrea - e aggiunge: «È proprio a nostra misura, c'è anche una torre raffigurata, riferimento al nostro nome come frazione. Gli faremo una postazione d'onore in sede».

Prosegue il vicepresidente Giuseppe Gentile: «È dalla sera della tratta, in piazza Vittorio Veneto, che me lo sentivo. Il fantino Walter Pusceddu aveva impressionato favorevolmente alle corse di primavera, abbiamo creduto in lui, il cavallo Ninos ha fatto il resto. Altre contrade cercavano di snervarci, ma non ci sono riuscite».

Il segretario Oscar Zari l'aveva detto tempo fa, profeticamente, in un incontro con Gino Colibazzi, presidente del Fucecchio: «Tu pensa ad essere promosso con la squadra di calcio, e io m'impegno a vincere il palio delle Contrade 2013». È andata bene ad entrambi, i successi vanno pianificati perché non vengono da soli. La componente femminile del popolo biancoazzurro trova voce tramite Mery Menichetti: «Non ho parole, vorrei dire tante cose dalla gioia, finalmente abbiamo il Cencio. E organizzeremo una festa adeguata». I contradaioli in coro esultano “Ubriachi di Bighino, ubriachi di Bighino”, e portano il fantino in trionfo. Gli abbiamo chiesto se quando è stato disarcionato, in una falsa partenza alla finale, ha avuto paura. «Macché paura, ho fatto una capriola e mi sono buttato da una parte - conclude Pusceddu “Bighino”, alla sua prima vittoria a Fucecchio -. Pensavo a una cosa sola, prendere la testa allo steccato, al via. Così è stato, e ho tenuto duro; infatti Sant'Andrea ha provato invano a superarmi, ero sicuro che non mi avrebbe mai raggiunto».

Luciano Gianfranceschi

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di Redazione web