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Nino's e Bighino imprendibili: Torre è la regina

Nino's e Bighino imprendibili: Torre è la regina

I biancoazzurri conquistano il loro primo Cencio grazie a Pusceddu su un cavallo che si è dimostrato straordinario. Battuta Sant’Andrea dopo una mossa di 90 minuti coi nervi a fior di pelle
FOTO: LA SFILATA - IL TIFO DELLE CONTRADE VIDEO: Il cencio - La tratta - L'investitura dei fantini

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FUCECCHIO. Ci sono voluti 32 anni e 33 edizioni per mettere la parola fine all’incubo di Torre. Merito del fantino Walter Pusceddu e del cavallo Nino’s capaci di imporsi nella batteria di qualificazione e poi di vincere anche la finale, dopo una mossa durata oltre un’ora e mezzo, che ha per lunghi tratti ha ricordato cosa accadde nel 2009 in Buca. Ma questa volta in testa a testa è andato ad appannaggio dei biancoazzurri che hanno superato, quasi al fotofinish, Sant’Andrea, campione in carica e vittoriosa anche 4 anni fa, quando l’oscurità si era impadronita della Buca. E il cielo di Fucecchio si è tinto di biancoceleste (FOTO).

PRIMA BATTERIA. E pensare che il pomeriggio era iniziato quasi in discesa per il mossiere Renato Bircolotti. La prima batteria aveva escluso dalla partenza le rivali, mandando al canape nell’ordine Torre, Botteghe, Cappiano, San Pierino, Querciola e Porta Bernarda di rincorsa.Si parte alle 16,25, dopo qualche difficoltà a trovare l’allineamento, ma tutto fila via tranquillo con la clamorosa caduta, subito dopo il via, di Viriginio Zedde e la conseguente eliminazione di San Pierino e del suo Melantò De Aighenta, dato per favorito. La batteria si chiude con un altro colpo di scena: l’esclusione di Mari su Misteriosu per Querciola. Uno stop a sorpresa perché Mulas su Orafo perde il frustino subito dopo il via, ma riesce comunque a portare Bernarda in finale.

SECONDA BATTERIA (VIDEO). Al canape nell’ordine Samo, Sant’Andrea, Ferruzza, Porta Raimonda, Massarella e Borgonovo di rincorsa. La mossa buona arriva alle 17,10 e da subito è un bellissimo testa a testa tra Samo e Sant’Andrea, anche se alla fine il primo posto va ad appannaggio di Caria su Nottifrimmesmai per Raimonda. Sant’Andrea è seconda e qualificata, come Samo in terza posizione. L’ultimo posto utile è per Massarella con Migheli su Oscar Sauro.Borgonovo non riesce a trovare lo spiraglio e nei due giri si materializza l’incredibile eliminazione di Ricceri su Pasteur (quinto), un altro binomio favorito. Va male anche al vincitore del 2012, Giuseppe Zedde, che non riesce a centrare la finale su Moresu (sesto).

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GUERRA DI NERVI. E così siamo al momento più atteso. Si capisce da subito che sarà una finale difficile da gestire per la presenza al canape di Bernarda e Raimonda, decise al tutto per tutto pur di non vedere vincere la rivale (coi gialloblù favoriti). I fantini vengono chiamati alle 18,20, ma fino alle 18,47 non ci sono i presupposti per la mossa. Massarella è in prima, poi Cappiano, quindi Bernarda, Torre, Raimonda, Botteghe, Samo e Sant’Andrea di rincorsa. L’allineamento è impossibile. Bircolotti annuncia «che il regolamento non prevede regolamenti di conti nella zona del canape», ma Mulas e Caria se le danno di santa ragione. A nulla servono i richiami di Bircolotti. Alle 19,03 la prima partenza falsa.Il fantino più in palla sembra proprio Pusceddu col suo Nino’s che non risente della tensione. Alle 19,30 Migheli di Massarella costringe Caria, reo di avergli invaso lo spazio, a scendere da cavallo. Passano altri 20 minuti e la dea bendata inizia a baciare i colori biancoazzurri. Il canape scende, la partenza è di nuovo falsa, Bighino cade rovinosamente da cavallo e con un riflesso da campione riesce ad uscire dalla pista senza essere investito. Un segno del destino? Chissà. Alle 20,13 un’altra partenza nulla provoca le accese proteste nei confronti del mossiere soprattutto dalla dirigenza di Massarella, rivale di Torre. Bircolotti mantiene i nervi saldi.

ESPLODE LA FESTA. Il resto entra di diritto nella storia della corsa. Alle 20,22, dopo un richiamo ufficiale anche a Sant’Andrea (si perde il conto di quelli a Bernarda e Raimonda) la partenza è buona. Torre prende la testa, con Chessa di Sant’Andrea con Tavel Pontadour che rimonta e per qualche attimo va al comando.Il secondo giro è al cardiopalma. È testa a testa tra Bighino e Nappa II ma ha la meglio Pusceddu; completano l’ordine d’arrivo Samo, Bernarda, Massarella, Botteghe, Cappiano. E La prima vittoria di Torre al 33º Palio delle Contrade di Fucecchio - salutata dagli applausi della Buca – ha tanti padri. «Sono presidente da quattro anni - racconta il presidente Giancarlo Venieri - il primo anno siamo arrivati secondi, poi per due anni non ci siamo qualificati per la finale a causa di un cavallo non all'altezza. Quest’anno che i mezzosangue erano tutti validi, abbiamo fatto la nostra parte e infatti s'è vinto. Ho dato ai contradaioli biancoazzurri la grande soddisfazione del primo alloro in bacheca. E festeggeremo questo evento come si deve, compatibilmente con gli impegni del fantino». E il capitano vincente Matteo Cioni, abbracciato dai suoi, aggiunge ridendo di gioia e piangendo per l'emozione impagabile: «La finale è stata lunga ma appassionante, è la bellezza del Palio. È il primo anno del nuovo consiglio, dovevamo guardarci in gara dalla rivale Massarella». Poi guarda il cencio del pittore Pasquinelli - che chissà perché non era presente nella buca D'Andrea - e aggiunge: «È proprio a nostra misura, c'è anche una torre raffigurata, riferimento al nostro nome come frazione. Gli faremo una postazione d'onore in sede».

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