Il Tirreno

Empoli

Sigaretta elettronica e crisi mettono ko le tabaccherie

di Alessandro Marmugi
Sigaretta elettronica e crisi mettono ko le tabaccherie

Le rivendite di “bionde” costrette a trasformarsi in centri servizi per sopravvivere «Non possiamo vendere filtri e ricariche: c’è bisogno di nuove regole»

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EMPOLI. C’era una volta il mito delle tabaccherie, considerate attività tra le più redditizie nel mondo del commercio. Guadagno assicurato, grazie alle sigarette e al gioco e la possibilità, in caso di cessione dell’attività, di racimolare un bel gruzzoletto. Ma oggi non sembra essere più così: vuoi per l’avvento della sigaretta elettronica, vuoi per la spesa che comporta comprarsi un pacchetto di bionde, che può arrivare a costare anche 5 euro, sempre meno persone comprano sigarette.

Tanto che l’Assotabaccai ha lanciato l’allarme visto che nel circondario (dove le tabaccherie sono una settantina) e nel resto della provincia di Firenze il 5 % delle attività è in vendita. Per arginare la crisi, anche a Empoli si punta sulla trasformazione in centri servizi, tanto che le tabaccherie sono sempre più utilizzate come “uffici postali”, sale per scommesse sportive e altri giochi.

La foto della crisi viene scattata da Stefano Bianucci di Confcommercio e delegato Fit (e proprietario della Tabaccheria Ristoro): «Il consumo delle sigarette è in forte calo. L’ingresso sul mercato della sigaretta elettronica ha sicuramente influito, ma non solo quella, visto che in tanti la provano e poi ritornano al fumo classico. Probabilmente in un periodo difficile come questo dal punto di vista economico si tende a risparmiare su tutto, quindi anche sui tabacchi. Certo è che sulle sigarette elettroniche c’è un grosso buco legislativo. Non possiamo vendere filtri e ricariche perché sono considerati surrogati del tabacco, anche se dentro è presente la nicotina, sicuramente ci sono degli aspetti da rivedere». Le sigarette elettroniche hanno sicuramente creato scompiglio nel mercato: nei primi tre mesi del 2012, secondo i dati dalle Fit, hanno “portato via” qualcosa come 300mila pacchetti di sigarette ai tabaccai toscani. E anche a Empoli i punti vendita stanno spuntando come funghi: ce ne sono già cinque e presto potrebbero esserci nuove aperture. Alla luce di tutto questo scommesse, slot e altri servizi assumono un ruolo fondamentale. «Nel mio caso le scommesse sportive sono diventate un elemento importante - spiega Bianucci - non posso dire che sia preponderante, ma rappresenta comunque una grossa parte del guadagno». I cittadini utilizzano sempre di più i nuovi servizi, come pagamento dei bollettini, bollo auto, voucher Inps e tanto altro, ma in questo tipo di operazioni il margine di guadagno è comunque basso. «C’è un evidente calo nella vendita dei tabacchi – dice Paolo Marzi della tabaccheria Bianconi di Empoli – e non ci sono più i margini di guadagno che c’erano gli anni passati. Tra i giochi continua ad andare bene il gratta e vinci, mentre abbiamo notato un calo per lotto e superenalotto. Riguardo alle bollette invece, in tanti vengono a pagarle qui, anche se il guadagno in questo caso è davvero esiguo: circa 20 centesimi a bolletta».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Lucia Grassi della tabaccheria Zalli che si trova al Centro Coop. «Ormai si può dire che ci stiamo sostituendo agli uffici postali, tante persone per comodità vengono qui per questo tipo di servizi, perché non c’è fila e si riescono a sbrigare le pratiche molto più velocemente». E se il gioco regge, anche in quel caso il guadagno è davvero minimo. «Su una schedina da un euro il margine è di 8 centesimi - dice Marco Mazzantini dell’Angolo del Fumatore. Stesso discorso vale per le ricariche telefoniche su quelle da cinque euro rimangono circa 2 centesimi. La sigaretta elettronica? Serve al più presto chiarezza, anche se è una moda destinata ad attenuarsi nel tempo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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