Sicurezza
Un polo di eventi e mostre per finanziare il Museo
Il Civico di Fucecchio costa al Comune 55mila euro all’anno e ne incassa 1.500 La proposta del sindaco: «Trasformare l’ex biblioteca in “culla” di appuntamenti»
FUCECCHIO. Una “culla” di mostre ed eventi in grado di portare ossigeno alle casse del Museo, e di conseguenza a quelle del Comune. È l’idea lanciata dal sindaco Toni per il palazzo dell’ex Biblioteca. Un’idea frutto del bilancio consuntivo 2012 e dal quadro emerso sul tasso di copertura dei principali servizi. È ovvio che un museo di provincia (a meno che non sia a Vinci) non può essere redditizio e che gli enti hanno il dovere di investire in cultura. Insomma, non si tratta di vedere certe strutture come un “costo” fine a se stesso. Tutt’altro. Però è altrettanto vero che un margine di miglioramento della gestione economica del museo civico c’è. E vediamo perché. Nel 2012 sono stati staccati 1.720 biglietti, rispetto ai 2.135 del 2011. In pratica si è tornati ai livelli di tre anni fa (1.714 visitatori).
A questi si devono aggiungere i dati relativi alle visite guidate, animazioni e laboratori e i quasi duemila visitatori alle mostre temporanee.
Tutto questo per un incasso di appena 1.500 euro, a fronte di una spesa di 55.087,77 euro (intero tre euro; ridotto 1,50 euro per under 14, over 65, gruppi minimo 15 persone; scuole 1 euro; visite guidate 29 euro - gratuite per le scuole). Questo significa che la struttura – gestita direttamente dall’amministrazione comunale – garantisce un tasso di copertura del 2,72%. E che il mantenimento è praticamente a completo carico dell’ente pubblico.
Il Museo di Fucecchio, fondato nel 1969 come museo d'arte sacra, è stato riaperto nel 2004 nella nuova sede di Palazzo Corsini, con la connotazione di museo della città, articolato nelle tre sezioni: archeologica, storico-artistica e naturalistica. Le collezioni, di proprietà comunale, statale e ecclesiastica, illustrano la storia dell'area compresa tra le Cerbaie, la bassa Valdinievole e il Valdarno, dalla fine del Terziario all'età Moderna, sia nei suoi aspetti naturalistici che nel popolamento antico, fino alle produzioni artistiche dal Medioevo all'età contemporanea. «Il nostro museo – sottolinea il sindaco Claudio Toni – svolge una funzione fondamentale sul piano didattico. E come sappiamo bene una struttura di questo tipo non può pagarsi da sola». Però è altrettanto vero che 1.500 euro di incasso in un anno è davvero poco a fronte di cinquantacinquemila euro di spese. È come se ogni visitatore pagante costasse 36 euro al Comune.
E allora ecco la chiave che può aiutare a limare il gap tra costi e entrate: «Il palazzo dell’ex Biblioteca – spiega il sindaco – è stato ristrutturato come un ampliamento del Museo. Ma in realtà potremmo pensare di sfruttarlo diversamente. Potrebbe diventare un polo espositivo, come ne esistono simili in altre città. Un luogo dove organizzare mostre di un certo livello, eventi. Ma in questo dovrebbero darci una mano le associazioni e i privati. Il Comune – conclude il primo cittadino – non ha la forza per mettere in piedi una campagna di questo tipo, tuttavia siamo disponibili a valutare idee che vadano nella direzione della valorizzazione della struttura».
Francesco Turchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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