Il Tirreno

Empoli

«Un futuro per i ragazzi non voglio la vendetta»

«Un futuro per i ragazzi non voglio la vendetta»

La vedova del carabiniere ucciso al rave party al tribunale dei minori a Firenze L’udienza preliminare degli amici di Matteo Gorelli è slittata a ottobre

3 MINUTI DI LETTURA





CERRETO GUIDI. Avrebbe dovuto tenersi ieri, ma è stata rinviata al prossimo 22 ottobre, l’udienza preliminare davanti al gup del tribunale dei minori di Firenze per decidere sul rinvio a giudizio dei tre amici del ventunenne di Cerreto Guidi Matteo Gorelli, condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’appuntato dei carabinieri Antonio Santarelli, ucciso a colpi di bastone il 25 aprile del 2011 a un posto di blocco nei pressi di un rave party nella zona di Sorano. Si tratta di tre giovani, due ragazzi e una ragazza originari di Mercatale di Vinci, Lastra a Signa e Limite.

Il rinvio dell’udienza preliminare è arrivato dopo la richiesta di modifica da parte del procuratore dei minori Massimo Floquet del capo d’imputazione da tentato omicidio a omicidio. Di qui, la richiesta dei termini a difesa avanzata e ottenuta dai legali degli imputati. Le difese hanno contestato l'accusa ricordando che nella sentenza di condanna di Gorelli i giudici escludono l'intervento nell'omicidio dei tre amici che erano con lui. L’appuntato Santarelli venne aggredito alle spalle dopo aver fermato per un controllo l’auto con a bordo i quattro giovani, mentre controllava la patente di Gorelli, colpito ripetutamente con un bastone e ferito gravemente. È morto un anno dopo, l’11 maggio 2012, per le gravi lesioni cerebrali riportate.

Per i tre ragazzi però, minorenni all’epoca dei fatti, la modifica del capo d’imputazione in quello di «omicidio» non era ancora stata effettuata. Ieri mattina a Firenze i tre si sono presentati davanti al giudice. All’udienza era presente anche Claudia Francardi, vedova dell’appuntato, e Domenico Marino, 34 anni, il carabiniere scelto picchiato con lui nell’aggressione. I due avevano fermato per un controllo la Twingo gialla con i quattro giovani a bordo, diretti a un rave dopo aver passato la notte in una discoteca fiorentina. Dopo il pestaggio i giovani fuggirono in auto, ma vennero raggiunti e bloccati dai carabinieri nelle strade della Maremma. «Sembra che vogliano far passare la linea che loro non c’entrano niente con quello che è successo», ha detto la vedova Santarelli. Eppure i tre erano a due passi dal giovane di Cerreto Guidi quando i due carabinieri lo fermarono per l’alcol test e paventarono la possibilità del sequestro dell’auto, ritenuta dalla perizia la scintilla che ha fatto scattare il raptus in Gorelli. «Forse se in quel momento gli fossero stati più vicini le cose sarebbero andate diversamente – immagina Francardi – È vero che Gorelli si è sempre addossato tutta la colpa di quanto successo, dicendo che è stato l’unico responsabile, però lì c’erano anche loro». La donna, così come per l’assassino di suo marito, non vuole dare giudizio né tanto meno vuole «vendetta»: «Spero che questi ragazzi, come Matteo, possano avere un futuro» spiega. Però, allo stesso tempo, «voglio sapere come sono andate davvero le cose». Non era la prima volta che Francardi vedeva i tre amici di Gorelli.

Si erano già visti nel tribunale di Grosseto in sede civile. «E come l’altra volta ho avuto questa impressione» dice. Però c’è anche l’occhio della madre a guardare i tre. «La ragazza ha pianto per tutto il tempo in aula, si commuove». Lei prova un approccio verso la vedova attraverso sguardi, saluti, piccoli gesti. Anche ieri mattina a Firenze, nonostante l’udienza sia durata appena un quarto d’ora.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa