Il Tirreno

Empoli

Rischio collasso al Centro per l’impiego

Rischio collasso al Centro per l’impiego

Otto dipendenti su 13 costretti a lasciare a dicembre perché non possono avere più proroghe

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EMPOLI. Rappresentano forse lo specchio di una crisi che si autoalimenta e che sembra aggravarsi mese dopo mese. Sono gli otto lavoratori dei centri per l’impiego territoriali che entro la fine di quest’anno, a meno che non venga trovata una soluzione, vedranno scadere i loro contratti di lavoro. Chiamati a trovare occupazione per le migliaia di lavoratori che in questi anni l’hanno persa e alla fine ridotti loro stessi all’inattività. «Questi otto dipendenti operano tutti nel settore formazione-lavoro, in particolare nei centri per l’impiego – spiega Giuseppe Aloi della Rsu dell’Unione dei Comuni – in totale la dotazione organica è di tredici persone. E’ ovvio che perderne 8 significa far collassare un servizio che sta diventando sempre più importante a causa dell’aumento della disoccupazione, specie quella giovanile, sul nostro territorio». «Probabilmente le decine di persone che si rivolgono ai nostri sportelli ogni giorno nemmeno lo immaginano – afferma Simona Bargellini, che lavora al centro per l’impiego di Empoli – ma anche noi siamo precarie. Il nostro contratto, il mio e quello di altri sette miei colleghi, scadrà a dicembre prossimo e non potremo beneficiare di proroghe visto che abbiamo già avuto rinnovi per un massimo di 36 mesi. Ci hanno detto che per ora finanziamenti per una possibile stabilizzazione non ci sono e quindi continuiamo a sperare che la situazione possa sbloccarsi, ma la prospettiva rimane buia». Senza contare il caos normativo dentro il quale si stanno muovendo. «Ancora non sappiamo a chi dobbiamo rivolgerci – continua – noi lavoriamo per la Provincia, con un contratto stipulato con il Circondario che successivamente è stato rilevato dall’Unione di Comuni, alla quale a fine anno scadrà la delega per la funzione lavoro». Ma per gli otto lavoratori precari al danno potrebbe aggiungersi anche la beffa. «Nei mesi scorsi – attacca Bargellini - l’Unione ha fatto un bando, ad oggi scaduto, per assunzioni a tempo determinato con una graduatoria aperta, a cui però noi non abbiamo potuto partecipare perché al momento in servizio. Il rischio è quello di perdere il lavoro ed essere rimpiazzati da altri lavoratori precari che subiranno la nostra stessa situazione tra pochi anni».

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