Sicurezza
«Verifiche meno efficaci se i tempi si allungano»
EMPOLI. La rivoluzione del sistema dei controlli sugli impianti di riscaldamento potrebbe di fatto rivelarsi inefficace e lasciare invariata la periodicità delle manutenzioni. Potrebbe essere...
EMPOLI. La rivoluzione del sistema dei controlli sugli impianti di riscaldamento potrebbe di fatto rivelarsi inefficace e lasciare invariata la periodicità delle manutenzioni. Potrebbe essere riassunta così la posizione di un membro del Consorzio manutentori caldaie, bruciatori e condizionatori, Fabio Fabbrizi, della ditta Sat di Empoli. Stando infatti a quanto riferito a Fabrizzi dai consulenti del Consorzio, in realtà a far fede in maniera prioritaria sarà l’indicazione della periodicità indicata dall’azienda produttrice della caldaia e – sulla basedell’esperienza del manutentore – i costruttori suggeriscono praticamente sempre di effettuare i controlli ogni anno. «Nessuno –spiega Fabbrizi – si prende la responsabilità di allungare così tanto i tempi delle manutenzioni. Garantire l’efficacia di un impianto per archi di tempo significativi come i due o quattro anni di cui parla il regolamento, potrebbe rivelarsi molto rischioso». Se le notizie acquisite dal Consorzio dovessero rivelarsi fondate, gli effetti del provvedimento sarebbero in effetti notevolmente ridimensionati. Sostanzialmente svanirebbe la prospettiva di un risparmio stimabile in circa 80 euro a famiglia ogni due anni. Di tutt’altro avviso è l’associazione di consumatori Federconsumi che ha invece ripetutamente elogiato le novità contenute nel regolamento proposto dal Ministero dello sviluppo economico e che ha recentemente definito i cambiamenti della tempistica un doveroso adeguamento “all’evoluzione tecnologica delle pompe di calore, così come era avvenuto prima nel settore delle automobili dove i tagliandi sono stati sempre più diluiti nel tempo».
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