I controlli sulle caldaie diventano meno frequenti
Ma le nuove regole impongono ispezioni anche ai condizionatori d’aria Non si potranno utilizzare con una temperatura che scende sotto i 26 gradi
EMPOLI. Controlli più dilatati nel tempo per gli impianti di riscaldamento ma, di contro, l’introduzione di verifiche e ispezioni sui condizionatori e un limite minimo di temperatura di 26 gradi al di sotto della quale questi ultimi non potranno scendere. Quella che si profila all’orizzonte sul tema degli impianti termici è una rivoluzione a tutto tondo. Molte le novità attese una volta che la nuova disciplina sugli impianti termici, proposta dal Ministero per lo sviluppo economico e approvata dal Consiglio dei Ministri il 15 febbraio scorso, sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale ed entrerà dunque in vigore. Il regolamento ha già acquisito i pareri favorevoli del Cnr, dell’Enea, del Cncu e del Consiglio di Stato, nonché l’intesa della Conferenza unificata. Sebbene sui suoi contenuti aleggino ancora dei dubbi, alcuni cambiamenti in arrivo sono già stati resi noti agli addetti ai lavori. Quello che fa più notizia perché - una volta tanto – comporterà qualche spesa in meno per i consumatori, è la dilatazione dei tempi entro i quali si devono effettuare i controlli sulle caldaie. Se oggi è obbligatorio effettuare la manutenzione degli impianti termici a combustibile liquido o solido su basse annuale, la nuova normativa farebbe sì che quest’obbligo scatti solo ogni 2 anni. Raddoppiato anche l’intervallo di tempo entro il quale si deve fare manutenzione sugli impianti termici alimentati da metano o gpl: in questo caso si passerà da due a quattro anni. A controbilanciare la buona notizia, che potrebbe concedere un po’ di respiro alle tasche dei contribuenti, arriva però una seconda novità di tutt’altro segno: d’ora in avanti anche gli impianti di condizionamento saranno sottoposti a obblighi simili a quelli vigenti per quelli di riscaldamento. E’ quanto si evince dal comunicato diffuso dal Consiglio dei Ministri a proposito del Decreto in questione: «Il regolamento – si legge nel testo - definisce una disciplina dei controlli e delle ispezioni degli impianti di climatizzazione estiva che integra quella già esistente per gli impianti di climatizzazione invernale, prevede che anche le ispezioni per gli impianti termici vengano effettuate in maniera indipendente da esperti qualificati o riconosciuti e introduce alcune semplificazioni amministrative per i cittadini e le pubbliche amministrazioni in tema di controlli e ispezioni dei sistemi di condizionamento dell’aria». Che il settore avesse bisogno di essere regolamentato è fuori discussione, la normativa attualmente vigente per gli impianti di riscaldamento affonda le radici in un Decreto del Presidente della Repubblica di ben 20 anni fa. «Sui condizionatori in particolare – spiega Fabio Fabbrizi, consigliere per l’Empolese del Consorzio manutentori caldaie, bruciatori e condizionatori – c’è stata finora la più totale assenza di normativa e si sa di cosa è capace la gente quando non vengono date le regole». Il numero degli impianti di riscaldamento sul territorio dell’Empolese Valdelsa si aggira tra 72mila e 78mila. Negli ultimi 3 anni ben 8.500 di queste caldaie sono state sottoposte a un’ispezione e i risultati sono stati tutt’altro che confortanti. «Il 75% di questi impianti – dice il responsabile delle verifiche per il Circondario, l’ingegner Paolo Bianconi - è risultato essere non a norma». Icontrolli si focalizzano in modo particolare su coloro che non aderiscono alla campagna di contribuzione,attestando di aver eseguito la regolare manutenzione sulla propria caldaia e tutelandosi, tramite il pagamento dei 5 euro, dal rischio di doverne pagare poi 80 se dovessero finire nel mirino degli ispettori.
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