Il Tirreno

Empoli

Il mago dei carri che sogna di beffare la rivale storica

di Marco Sabia
Il mago dei carri che sogna di beffare la rivale storica

Mario Guidi è l’anima della sfilata e della cucina calligiana «Lo sgarbo alla Ferruzza del 2006 è stato come vincere»

3 MINUTI DI LETTURA





FUCECCHIO. Non è stato capitano, né presidente. Non si è occupato di cavalli o fantini ma conosce la storia di Cappiano meglio di tanti altri: è Mario Guidi, storico cuoco e curatore dei carri da sfilata della contrada Granducale di Cappiano. E' stato membro del nucleo originario della contrada, l'ha vista nascere, crescere e cambiare nel tempo. Oggi, forse, rimpiange i tempi che furono, fatti di spensieratezza, novità e senso d'avventura.

«La contrada - inizia - oggi è una ditta. Una volta ci trovavamo in piazza, si riempiva le pentole e poi si cucinava. Al giorno d'oggi è tutto diverso, ci sono tante regole e molte più responsabilità». Alla prima sfilata, nel 1981, Guidi partecipò, ricordando un aneddoto gustoso: «La prima casacca di contrada me la misi io. Eravamo in cinque alla sfilata. Una volta finita la sfilata tornai a casa e andai a letto. Mi bussarono alla porta perché volevano la casacca, che avrebbe dovuto indossare il fantino. Non sapevamo ancora cosa fosse il palio». Gli scappa una risata mentre racconta questo episodio, originale quanto irripetibile al giorno d'oggi. Quell'anno vinse Ferruzza e Cappiano, a dirlo oggi si rischia la scomunica, non era disperata. All'epoca non c'erano attriti fra le due contrade, la rivalità non era ancora nata. E non era nata nemmeno nel 1984, quando Renato Gigliotti detto David portò l'unico cencio della storia della Granducale. All'epoca erano, per così dire, tutti amici. Ma quel 1984, quel palio bagnato vinto nel fango da Gigliotti, è rimasto nell'album dei ricordi di Guidi: «C'era talmente tanta mota che persi le scarpe e l'ombrello durante i festeggiamenti. Non sapevo come salire in auto, l'avevo appena comprata. Fu un'impresa salire a bordo. Fu, però, una gioia che purtroppo non si è più ripresentata. L'anno che si vince qualcuno si sente male visto da quanto aspettiamo la vittoria».

Guidi, che ha 63 anni, non pensa ancora alla pensione, non vede un futuro senza la contrada. I calligiani gli hanno affidato le chiavi della cucina, dove campeggia un girarrosto da 160 persone, introvabile nelle altre compagini fucecchiesi. Di questo Guidi va particolarmente orgoglioso, in quanto gli ha praticamente ridato vita: «Lo abbiamo trovato in un circolo, era arrugginito, mezzo distrutto, l'abbiamo rimesso a nuovo e oggi dà da mangiare a tutti. E' uno spettacolo».

Negli anni, oltre ad aver trascorso tanto tempo nelle cucine, si è sbizzarrito con la sfilata, costruendo carri di ogni tipo: «Abbiamo fatto ponti, mulini e molto altro. Il mulino, comunque, rimane il più bello di tutti. Ci siamo proprio divertiti, si passava le serate e le nottate insieme realizzando nuove idee, ogni anno diverse».

La contrada è cambiata, così come le generazioni che la frequentano. All'inizio i contradaioli erano più o meno tutti della stessa età oggi, invece, ci sono i giovani, quelli nati col palio, che vanno indirizzati e controllati perché, come sottolinea con orgoglio « la contrada è una forma di controllo, aiuta i giovani a non disperdersi e a non incappare in qualche situazione pericolosa».

Alla fine, inevitabilmente, il discorso torna sulla rivalità: «Nel 2001 ci si mise tutti a sedere per terra. Si bloccò la finale, l'intento però non era fermare il palio ma far riammettere la contrada in finale. Una volta saputo che non avremmo preso parte alla finale siamo rimasti lì. Nel 2006 il “nostro” Massimo Columbu prese per le briglie Giovanni Atzeni della Ferruzza e poi lo vidi mentre scappava. E come andava... Quando si fanno queste cose o si fanno fino in fondo o non si fanno. Alla lunga è stata una vittoria. Non avremmo vinto molto ma abbiamo tanto da raccontare. Come sentenziò il fantino d'allora, Columbu detto Veleno II, "il Palio è guerra"».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca