Il Tirreno

Empoli

Una vita da capitano al timone per 12 anni col cruccio del cencio

di Marco Sabia
Una vita da capitano al timone per 12 anni col cruccio del cencio

Mazzoni ha lasciato nel 2012: «Che rimpianto quel successo sfumato nel 2011 con Siri. Ma ho avuto anche tante gioie»

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FUCECCHIO. Alla fine il cencio non è arrivato. Dodici anni da capitano non sono bastati. A vent’anni è diventato capitano e fino al 2012 ha ricoperto questa carica, lasciando il timone con un po' di amaro in bocca a causa delle polemiche nei confronti del fantino da lui scelto per quell'annata: Antonio Siri.

È la storia di Luca Mazzoni, eterno capitano della contrada Torre, con una lunghissima militanza fra i dodici "generali" fucecchiesi. Nelle sue parole si scorge ancora del rimpianto, per non esser riuscito a coronare il sogno di tutta Torre e per non aver lasciato nel migliore dei modi la sua carica, ora passata all'esordiente Matteo Cioni. «Quando sono partito - inizia a raccontare - mi sono trovato un po' spaesato. Arrivavamo dai due palii non corsi nel 2000, di cui uno vinto da Massarella. Poi nel 2001, come tutti sanno, il palio saltò. Avevo tanta pressione addosso ma la curiosità di un mondo nuovo è stata più forte».

Non furono anni facili quelli, sia come capitano che come contrada: «Dopo i due palii non corsi per scelta nostra - continua - si è rischiato anche di non partecipare più. Non c'era il giusto attaccamento alla contrada. Poi, grazie anche alla famiglia Corsagni, formammo un gruppo di persone che impedì che la nostra piccola realtà sparisse per sempre». La contrada, quindi, non si dissolse. Nel frattempo, però, arrivarono altre due vittorie per Massarella e nessuna per Torre. Il cappotto firmato Claudio Bandini fu molto pesante per il morale torrigiano, specie per come arrivò. «Nel 2003 - continua - trascorremmo una vigilia fantastica. Avevamo un gran cavallo con Massimo Coghe come fantino. La rivalità con Massarella si è accesa lì. Bandini in Massarella vinse, però c'è da dire che fra le prove e la corsa la pista cambiò totalmente. Fu utilizzato uno schiacciasassi che indurì la pista. Ombre Rosse, il cavallo di Massarella, sul terreno duro andava fortissimo e infatti vinse. Per me fu una batosta». Poi arrivarono i mezzosangue, ma il risultato non cambiò: Bandini trionfò di nuovo portando il quarto cencio a Massarella. Quell'anno, come precisa Mazzoni, a Torre era toccato Attilax, un esemplare poco prestante mentre quello della rivale, Elisir di Lugodoro, pareva un "missile", ai livelli di Nanneddu o Melanto' de Aighenta.

Con Massarella, la rivalità si era accesa e nel 2008 vi fu un altro momento ad alta tensione: «Noi montavamo Bandini - sottolinea - su un cavallo tra gli ultimi del lotto. La rivale, invece, era da corsa e aveva Gianluca Fais e Ganosu. Andammo in finale ma eravamo molto preoccupati perché Ganosu sembrava imprendibile. In quel frangente Bandini fu un vero professionista, nonostante il suo passato trionfale a Massarella. Nerbò il fantino rivale e gli fece perdere quei pochi metri che poi gli impedirono di vincere al fotofinish. Fu una grandissima soddisfazione».

Passano due anni e arriva il secondo posto, insperato, di Antonio Siri su Misteriosu: «È stata la mia più grande soddisfazione - dice con un punta d'orgoglio - vedere i contradaioli festeggiare un fantino perchè era arrivato secondo mentre poco lontano altri contradaioli festeggiavano il fantino vincitore. Fu un palio fantastico, da brividi».

L'anno successivo, invece, sembrava l'anno buono: Manioca e come fantino colui che l'allenava, sempre Antonio Siri. Dopo un'ora di mossa, il canape scese e il cavallo scartò verso destra. Fu un palio perso alla mossa. La contrada non rimase soddisfatta dell'operato di Siri e, quando nel 2012 Siri tornò, l'atmosfera era già abbastanza tesa. La gestione del fantino in buca fece il resto. Vinse Sant'Andrea e Torre rimase di nuovo all'asciutto. Per Mazzoni era arrivato l'ultimo palio. Nel cuore, in particolare, è rimasta un'istantanea lunga dodici anni: «Non scorderò mai - conclude - la benedizione del fantino nel 2011 nel prato accanto al campo sportivo. C'era una folla immensa e il prete fece inginocchiare me e Antonio Siri per ricevere la benedizione. Che emozione...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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