Sicurezza
Giungla di tasse comunali ecco dove si paga di più
A Vinci, Cerreto Guidi e Gambassi la pressione fiscale più alta del circondario Ecco quanto costa a testa far “quadrare” i conti degli enti pubblici locali
EMPOLI. Tasse, tariffe, addizionali, aliquote. Una giungla di numeri che cambiano da comune a comune. L’Empolese Valdelsa è sempre più sbandierato come un territorio tutto d’un pezzo, sancito a livello istituzionale dalla nascita dell’Unione. Ma – almeno per il momento – le differenze restano tante. Basta spulciare i bilanci consuntivi appena approvati dai vari consigli comunali per avere la conferma: la pressione fiscale e quella finanziaria variano, in alcuni casi anche di centinaia di euro pro-capite, da un territorio all’altro. Insomma, i contribuenti non sono trattati tutti alla stessa maniera. È altrettanto vero che ognuno ha le sue peculiarità, che in alcuni casi vanno a incidere sui conti. Non si tratta, insomma, di un “pagella” alle amministrazioni, che semmai devono essere giudicate dai cittadini anche sulla base della qualità dei servizi offerti.
Pressione fiscale. Il titolo I dei bilanci è dedicato alle entrate tributarie: Imu, addizionale Irpef, imposta sulla pubblicità, tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, passi carrabili, affissioni, ora anche l’imposta di soggiorno e così via. Dividendo la cifra incassata per il numero di abitanti (abbiamo preso come riferimento i dati dell’ultimo censtimento Istat), si ottiene – appunto – la pressione fiscale media. In vetta alla classifica c’è Capraia e Limite, che “soffia” il primato per meno di un euro a Montelupo. Ma il sindaco Enrico Sostegni evita toni trionfalistici: «C’è grande attenzione – come credo in tutti gli altri Comuni – verso le entrate, pur cercando di garantire la qualità dei servizi nonostante le risorse siano sempre meno. Penso che questo dato dipenda anche dalle caratteristiche della popolazione».
Pressione finanziaria. Nel titolo III del bilancio comunale figurano invece le entrate extra-tributarie: proventi da sanzioni amministrative, per servizi educativi, trasporto e mensa scolastica, servizi cimiteriali, musei e così via.
Le anomalie. Ogni realtà – come detto – ha le sue particolarità. E infatti i dati di Montaione – in “testa” in entrambe le graduatorie – sono frutto di un’anomalia. Nelle entrate tributarie figura anche un milione e mezzo di trasferimenti statali «che – sottolinea l’assessore al bilancio Paolo Pomponi – sono “storicizzati” in base al numero di dipendenti legati a Villa Serena». In alcuni casi – infatti – i Comuni inseriscono il considdetto “Fondo sperimentale di riequilibrio”, che sostituisce i vecchi trasferimenti, nel titolo I anziché nel titolo II dove sono inseriti anche i trasferimenti da Ue, Regione e Provincia). E proprio la Rsa fa schizzare anche il dato delle entrate extratibutarie, «gonfiate dagli oltre cinque milioni di introiti delle rette».
Gli altri. Ai vertici – in tema di pressione fiscale – ci sono anche Vinci (dove viene applicata l’addizionale Irpef dello 0,8%, la più alta del circondario), Gambassi Terme e Cerreto. E la pressione finanziaria? Tutti tra i seicento e gli ottocento euro, esclusi Capraia e Limite (467) e Fucecchio (583).
Francesco Turchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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