Sicurezza
Un piano per combattere il disagio in classe
Alla media di Montespertoli gli insegnanti vanno “a lezione” dai consulenti familiari
MONTESPERTOLI. Il disagio nella scuola del nuovo millennio passa per gli insegnanti. Situazioni familiari difficili, scarsa sintonia tra docenti e famiglie stesse, ma anche sovraffollamento nelle classi e bullismo. Tutte micce accese che rischiano di far esplodere un realtà come quella della scuola chiamata sempre di più a fare i conti con ristrettezze economiche da una parte e deterioramento del tessuto sociale dall'altra. Per tamponare questa situazione la scuola media Fucini di Montespertoli ha attivato un servizio di counseling rivolto proprio agli insegnanti, grazie al quale questi ultimi possono parlare e chiedere chiarimenti a degli esperti, consulenti familiari chiamati a dare risposte e consigli su un mondo difficile e delicato.
«Il progetto coinvolge i distretti scolastici di Tavarnelle, San Casciano e Montespertoli - spiega Simona Perini, presidente dell'associazione Il Mosaico che gestisce il servizio - nei primi due la nostra attività coinvolge tutti gli attori della scuola: studenti, genitori e docenti. Mentre a Montespertoli per ora siamo partiti solo con questi ultimi. Noi offriamo loro un incontro settimanale in cui possono esporre tutti i problemi che vivono nella loro esperienza di lavoro e per ora, in poco più di due mesi, abbiamo avuto una risposta positiva. In diversi si sono rivolti a noi e questo conferma la fase di difficoltà che sta vivendo questa realtà».
E, infatti, di carne al fuoco i primi colloqui ne hanno messa tanta e offrono un osservatorio privilegiato su un universo troppo spesso dimenticato e che invece rappresenta il trampolino di lancio delle nuove generazioni verso la società. «Quello che emerge con forza è una situazione di disagio sia dei ragazzi, sia delle famiglie - continua Perini - gli insegnanti sottolineano come sia sempre più difficile creare una sintonia tra loro e i genitori degli studenti. Manca spesso e volentieri la voglia di ascoltare e di capire i propri figli e questo crea dei muri insormontabili per chi è chiamato a dare un'istruzione a giovani adolescenti. Poi ci sono situazioni problematiche all'interno delle famiglie, che vengono scaricate nella vita quotidiana e che chiamano i docenti ad un lavoro ulteriore, situato a monte dell'insegnamento. E poi ci sono i problemi della scuola, anch'essi spesso scaricati sulle spalle degli educatori: le classi sovraffollate, i fondi che mancano per le attività extrascolastiche e quant'altro. La nostra speranza è di poter allargare il progetto anche ai ragazzi e ai genitori nel futuro in modo da allargare il quadro e poter agire con maggiore cognizione ancora». (m.p.)
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