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Stop ai dirigenti: in sei scuole il futuro è incerto

Stop ai dirigenti: in sei scuole il futuro è incerto

Il Tar ha annullato il concorso e gli incarichi sono sospesi Potrebbero essere dati doppi incarichi ad altri presidi

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EMPOLI. Un anno di “reggenza” oppure un lodo ad hoc del ministero dell’istruzione per sanare una situazione che altrimenti potrebbe gettare nel caos sei scuole del circondario Empolese Valdelsa. Tre istituti scolastici a Empoli, uno a Fucecchio, uno Castelfiorentino e uno Gambassi Terme saranno probabilmente dal prossimo anno senza preside dopo che lo scorso settembre ne avevano uno nuovo uscito vincitore dell’ultimo concorso. Ora però è tutto da rifare e i presidi sono sulla via della “sospensione” a causa dell’annullamento del concorso da parte del Tar che, con la sentenza dello scorso 19 aprile, ha accolto più di ottanta ricorsi da parte di chi non è riuscito a rientrare nei 106 vincitori.

«Siamo assolutamente d’accordo con la sentenza di annullamento del Tar – dichiara il vicecoordinatore della Gilda insegnanti, Fabio Cimmino – Una cosa è un vizio di forma, un altro è una palese violazione della legge». Il sindacato protesta contro l’ufficio scolastico regionale e Cimmino avverte «del rischio di avere scuole senza presidi per un anno oppure incarichi ad altri presidi che dovrebbero sovraccaricarsi di 9 plessi scolastici. Questo vorrebbe dire 1.500-2.000 euro in più ma anche una media di 800 studenti in più da gestire per ogni preside “reggente”. Tutto questo per l’annullamento, come detto sopra, di un concorso che ha visto i dirigenti scolastici di Empoli (Laura Lozzi del III° Circolo, Marina Andalò del II° Circolo, Grazia Mazzoni del Comprensivo “Busoni-Vanghetti”), di Fucecchio (Graziano Magrini del liceo “Arturo Checchi”), di Gambassi Terme (Annalisa Savino dell’istituto “G. Gonnelli”) e di Castelfiorentino (Gabriele Marini della rispettiva direzione didattica) sottoporsi ad una durissima selezione dall’ottobre del 2011, con i test preselettivi, fino alla pubblicazione della graduatoria in maggio dello scorso anno, dopo aver superato una seconda prova scritta ed una orale. Senza contare l’anno di preparazione al quale i partecipanti hanno dovuto tenere.

«I vincitori del concorso sono delle vittime – dichiara la coordinatrice provinciale del Gilda, Silvana Boccara – fatiche, studio e spese per prepararsi sono state annullate dalla leggerezza della commissione esaminatrice. Tuttavia non è auspicabile una sanatoria che vedrebbe offesi i diritti dei ricorrenti ed una cristallina posizione dei vincitori». Due sono stati i punti di contestazione dei ricorrenti: il primo è legato alla “correzione collegiale” obbligatoria in qualunque concorso pubblico che prevede una lettura del tema riguardante la prova scritta da parte di più membri della commissione, mentre nel caso del concorso contestato questo è stato fatto da un membro solamente, per “motivi di tempo” secondo i sindacati. Il secondo riguarda la mancata nomina dei supplenti della commissione esaminatrice, obbligatoria per legge, e che di fatto invaliderebbe anche i test preselettivi. Se da una parte, è imminente il ricorso dell’ufficio scolastico regionale al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar, dall’altra è quasi certa la rimozione dei sei incaricati. Sembra probabile, inoltre, che le scuole avranno un anno di emergenza per poi, probabilmente in gran fretta, rivedersi assegnare un dirigente scolastico solo nel settembre del 2014.

Antonio Lanza

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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