Il Tirreno

Empoli

Donne al timone eventi e solidarietà per sfidare i salassi

di Filippo Cioni
Donne al timone eventi e solidarietà per sfidare i salassi

La presidente rivela la ricetta del circolo Arci delle Cascine «La volontà dei giovani per fare fronte alle tante spese»

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EMPOLI. È stato fondato nel 1955 e oggi, se si escludono le frazioni, resta l'unico circolo nel cuore di Empoli. L'Arci delle Cascine è anche una realtà fortemente in rosa. Sono quattro le donne nel direttivo e da molto tempo c'è una figura femminile al comando. Un aspetto che si ritrova in pochissimi circoli Arci del territorio, invece in via Meucci è un caposaldo da vent'anni. Prima con la presidente Tamara Innocenti, oggi con Simona Romolini alla guida da otto. Formula vincente non si cambia verrebbe da dire, visto che nelle ultime due decadi proprio le donne, come ripetono in coro i soci, hanno saputo prendere le redini di questa realtà, fare gruppo, affrontare le difficoltà e rilanciarla con tante attività.

Il circolo, intitolato a Garibaldi, oggi ha 230 soci ed è un punto di riferimento importante per la città. Simona Romolini, operaia empolese di 52 anni, è una presidente decisa, ama parlare chiaro e con grande positività. «Andiamo avanti nonostante i salassi che dobbiamo affrontare in questo periodo – spiega – a partire dalla spazzatura da pagare. Ci siamo dotati di un ascensore per disabili perché vogliamo che il nostro locale sia accessibile a chiunque, di cui però dobbiamo assicurare la manutenzione, che ovviamente costa. Poi ci sono le altre bollette e l'Imu. Soldi che pesano sulle nostre casse, riusciamo a far tornare i conti con tante attività e l'impegno collettivo anche dei nostri soci più giovani ma non è assolutamente facile».

Il circolo delle Cascine ha due piani, uno terreno con bar dato in gestione al Cabada Caffé di due giovani, Dario e Niccolò Zeppi, e cucina, oltre ad un primo piano con una grande sala per la tombola.

«All'inizio degli anni Duemila è stato ristrutturato ed ampliato con un bell'esempio di solidarietà – spiega il consigliere Carlo Terreni, 55 anni - visto che tanti soci, in primis quelli più anziani che si sentivano legati a questa realtà in maniera indissolubile, firmarono le carte in banca per un mutuo da 100 milioni di lire». In prima fila per la lotta alle slot machine, è oggi un ambiente che ospita iniziative, aperto all'amministrazione comunale, legato anche allo sport visto che nel locale ha sede la società del Cascine Volley e si ritrova la Podistica Empolese. In via Meucci esiste davvero una forte solidarietà. «La socializzazione per noi è un punto molto importante su cui investire – spiega ancora la presidente Simona Romolini – io come gli altri soci dedichiamo molto tempo all'Arci perché è un modo sano per mettersi in relazione. Un luogo come questo ha un'importante valenza sociale, permette di dividersi il peso della vita. C'è un confronto, vogliamo da sempre che i problemi di uno diventino quelli degli altri e si possano affrontare insieme. Sono convinta che se le difficoltà vengono discusse diventano più leggere per tutti».

Simona passa molte ore della sua vita all'Arci, nonostante anche lei come gli altri abbia una famiglia e faccia tutto per volontariato. «Non è un problema e non è un sottrarre tempo ai miei cari – dice chiaro – alla fine è il mio hobby preferito che porto avanti con serietà e impegno consapevole che luoghi come questo vadano difesi per la comunità. L'impegno è enorme, il circolo resta aperto dalle 7 a mezzanotte, è chiuso solo il mercoledì pomeriggio. Dopo cena siamo tra i pochissimi luoghi aperti a Empoli, come circolo se si escludono le frazioni è l'unico in centro città dopo la chiusura dell'Arci di Rozzalupi. Alla fine serve una grande organizzazione per essere sempre un punto di riferimento».

Affrontando le difficoltà che non mancano. «Ci sono ed è innegabile – sottolinea ancora Simona – qualche anno fa siamo stati per esempio in prima linea per togliere le slot machine e la dipendenza dal circolo, di conseguenza un incasso sicuro ai banconieri dell'epoca che se ne andarono. Allora non puoi far altro che rimboccarti le maniche, cercare una soluzione, trovare altre attività per far tornare i conti. È questa oggi la vita di chi opera per la gestione di un circolo Arci».

Tombola, attività sportive, un associazione di burraco, un sindacato di insegnati che si ritrova in via Meucci, spazi prestati all'amministrazione comunale ma anche alle società sportive della vicina palestra Lazzeri per tante iniziative oltre a quelle dei circolo che per molto tempo ha organizzato pure un carnevale. C'è questo e molto altro in una realtà che ha il socio più giovane di due anni e il più anziano sulla novantina, inoltre non mancano gli iscritti di altre etnie come alcuni ragazzi marocchini.

Merita di essere sottolineato, inoltre, un altro aspetto che lega il circolo ancora una volta alla solidarietà e al sociale. Lo spiegano Viola Rovai ed Eleonora Donati, due dei giovani under 30 del locale di via Meucci impegnate nel direttivo. «Organizziamo con altri coetanei una festa di settembre molto bella in cui coinvolgiamo più ragazzi possibili per impegnarci a spingere i giovani in questo tipo di realtà. L'evento nel 2013 festeggerà il secondo anno con tre giorni dedicati alle band musicali, ai prodotti artigianali, e molto altro. Parte tutto da noi giovani e ci teniamo a sottolineare anche la collaborazione con il centro diurno per disabili di Cerbaiola. In sostanza coinvolgiamo i pazienti nelle nostre attività».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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