Il Tirreno

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All’assessore: «Vengo e ti sparo»

All’assessore: «Vengo e ti sparo»

Donna minaccia Diletta Rigoli in Comune: prima le ha chiesto soldi e poi le ha sfasciato l’ufficio

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CASTELFIORENTINO. Si è presentata nell’ufficio dell’assessore, in Comune, durante l’orario di ricevimento chiedendo un aiuto. Uno ulteriore dopo che aveva già beneficiato nei giorni scorsi di una somma per far fronte alle sue necessità. Probabilmente voleva ancora di più e allora la donna prima ha sfasciato l’ufficio in cui si trovava e poi ha minacciata di morte l’assessore. «Ora faccio come quello di Roma - le ha detto - che ha ucciso i carabinieri, vengo qui con il fucile e vi uccido tutti».

È accaduto nel pomeriggio all’ assessore Diletta Rigoli che, tra le sue deleghe, ha appunto le politiche sociali. «Ho avuto molta paura - ha scritto su Facebook la giovane amministratrice castellana - tra l’altro ha fatto un gesto senza averne ragione, la stava aiutando». La donna aveva preso un appuntamento con l’assessore perchè ha problemi economici e proprio ieri mattina aveva avuto un assegno sociale, il secondo in pochi giorni erogato dall’amministrazione comunale. Ma probabilmente, quando si è trovata in Comune, non ha retto emotivamente alla difficoltà in cui si trova. E ha dato in escandescenze. Con lei c’era una sua amica che però non è riuscita a calmarla. In pochi minuti l’ agitazione della donna è salita fino a quando ha iniziato a spaccare tutto quello che si trovava ad avere a portata di mano: prima ha buttato già due quadri appesi nella stanza dell’assessore e poi ha spaccato vari oggetti che erano sulla scrivania.

Non le è bastato sfogare la sua rabbia in questo modo: è passata alle minacce di morte con riferimento preciso a quanto fatto dal disoccupato di fronte a Palazzo Chigi durante il giuramento del nuovo governo. «Il punto era che io in quel momento rappresentavo la casta - ha scritto ancora Rigoli - il nemico e il politico da odiare». Per cui non ha ascoltato alcun argomento e per fermarla l’assessore ha chiamato il 118 e i vigili urbani. La donna è stata sedata. All’arrivo del medico non ha opposto resistenza alle cure e ora è ricoverata in psichiatria a Empoli.

Il sindaco Giovanni Occhipinti ha comunicato l’episodio al consiglio comunale che si è svolto poco dopo. E tutti i gruppi consiliari hanno dato la loro solidarietà a Diletta Rigoli. «La situazione è preoccupante per le tantissime famiglie che subiscono questa crisi - ha detto il sindaco Giovanni Occhipinti - ma di fronte alla rabbia sociale bisogna abbassare i toni e agire con responsabilità. Nella storia di Castelfiorentino c’è stata sempre attenzione per le politiche sociali e per i più deboli. Sicuramente si tratta di un caso isolato frutto delle estreme difficoltà ». In serata molte altre ancora sono state le testimonianze di solidarietà all’assessore: dalla senatrice Laura Cantini, all’assessore di Empoli Eleonora Caponi che ha raccontato di essere stata vittima di un episodio simile. E poi molti altri cittadini. E sempre su Facebook Diletta Rigoli ha commentato : «Ho sperimentato sulla mia pelle il clima di odio che certi politicanti hanno saputo fomentare negli ultimi tempi senza rendersi conto (voglio sperare) di giocare con la pelle delle persone».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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