La protesta
Il nuovo portavoce di Napolitano è l’empolese Matteoli
«Sono felice di dare il mio contributo in una fase difficile» È stato lui ad avvertire il Presidente della sparatoria
EMPOLI. Le parole della massima carica dello Stato sono affidate ad un empolese. Con il nuovo mandato affidato a Giorgio Napolitano il 22 aprile scorso, infatti, Giovanni Matteoli è diventato il portavoce del Presidente. Matteoli, 62 anni, è nato e cresciuto nella frazione di Santa Maria ed è cugino dell’avvocato Massimo Matteoli, già assessore del Comune di Empoli. Pochi giorni fa è arrivata la sua nomina a responsabile della comunicazione del Quirinale in sostituzione di Pasquale Cascella, che aveva lasciato l’incarico.
Dalle sue mani è arrivata la comunicazione al Presidente Napolitano della sparatoria avvenuta davanti subito dopo la conclusione della cerimonia di giuramento dei ministri del nuovo governo Letta. Giornalista e dirigente politico del Pci, esponente dell’area migliorista, Matteoli aveva già ricoperto il ruolo di consigliere politico di Giorgio Napolitano durante il suo primo mandato, iniziato nel maggio del 2006. Grande amico e collaboratore dello storico dirigente Emanuele Macaluso, ha fatto parte della direzione nazionale del Partito comunista e ha lavorato a diverse riviste politiche come Mondo Operaio e Ragioni del Socialismo. Funzionario, insomma, ma anche intellettuale che fu tra i primi ad abbracciare la svolta della Bolognina e in seguito la necessità di creare un partito a vocazione maggioritaria che unificasse origini diverse, come il Partito democratico. Mai salito alla ribalta mediatica, anche se sempre coinvolto nei passaggi cruciali della politica italiana. Le cronache di ieri lo immortalano in una abbraccio con Elettra Palma ed Elvira Oxilia, l'archivista e l'assistente personale di Napolitano, al momento della prima nomina al Quirinale. Quelle di oggi mentre passa al Presidente della Repubblica gli ultimi dispacci di agenzia sulla sparatoria e un messaggio scritto a mano che recita: «Si tratta di un gesto isolato, i due carabinieri feriti non sono gravi».
Matteoli scherza sul suo nuovo incarico: «Speravamo non ci fosse più bisogno di noi e invece l'apporto del Presidente Napolitano si è fatto nuovamente fondamentale e io sono felice di poter dare ancora il mio contributo in una fase così difficile». Quindi ricorda la sua città di origine. «A Empoli, capitale morale dell'antifascismo, sono molto legato. Ricordo con affetto gli anni del liceo e l'ambiente culturale e politico fervido, ricordo i parenti che hanno preso parte alla Resistenza empolese e anche l'acqua dell'Arno nel 1966 nella mia casa di Santa Maria. Anche se il mio lavoro mi occupa molto tempo, cerco sempre di tornare due o tre volte l'anno».
Negli anni Settanta ha frequentato il liceo Virgilio e condiviso con altri amici varie esperienze nella parrocchia di Sant’Andrea. «Ci siamo conosciuti durante gli anni del Liceo – racconta Mauro Guerrini, altro intellettuale empolese professore ordinario dell’Università di Firenze e già direttore della Biblioteca leonardiana tra il 1981 e il 1992 – all’epoca eravamo in pochi a frequentare quella scuola e la relazioni erano anche più agevoli. Siamo praticamente cresciuti insieme, anche se la vera amicizia è cominciata durante la frequentazione della parrocchia di Sant’Andrea. Insieme a lui e ad altri empolesi, dopo la maturità, andammo a studiare a Roma e condividemmo un’esperienza in una comunità religiosa. Io ho studiato Lettere e lui Filosofia, ma dopo l’Università le nostre strade si sono divise: lui è entrato nel mondo della politica, io in quello accademico». Tuttavia, i due amici non si sono persi di vista.
Marco Pagli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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