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Il Pacchi arcobaleno al vertice del circolo ci sono tre immigrati

Il Pacchi arcobaleno al vertice del circolo ci sono tre immigrati

L’integrazione è la parola d’ordine dei duecento soci e tra le iniziative di punta c’è anche il “Torneo dei popoli”

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FUCECCHIO. Saimir Dervishi ha 35 anni, da qualche giorno ha preso la cittadinanza italiana. Quindici anni fa è arrivato dall'Albania, ha trovato lavoro nel settore conciario e oggi è perfettamente integrato nella comunità fucecchiese. Partiamo da lui per raccontare il circolo Pacchi di Fucecchio, dove tre membri del consiglio compreso lui sono di etnia albanese. E dove la parola integrazione è un caposaldo intoccabile. «Sono socio del circolo Pacchi da due anni e mezzo – dice Saimir – è stato e resta un punto di riferimento per chi, come me, è arrivato da altri paesi. Un punto di ritrovo che ci ha accolto a braccia aperte, dove abbiamo potuto esprimere le nostre idee, far conoscere la nostra cultura, dove non ci siamo sentiti mai diversi. Sono stati gli altri membri a volermi nel consiglio, oggi siamo una grande famiglia e ci vogliano bene. Credo sia un messaggio di integrazione straordinario, da esportare».

Nel direttivo con Saimir ci sono anche i suoi connazionali Ermal Roshi e Artan Shemlikaj. Tre ragazzi albanesi in un consiglio di 13 persone, età media 30 anni, composto per il resto da ragazzi italiani che coordinano le attività e le iniziative di circa 200 soci. Il presidente è Gianni Notarfrancesco, fucecchiese di 34 anni, architetto, in carica da due anni e mezzo. «Da quando siamo subentrati a fine 2010 – spiega chiaro Gianni – ci siamo impegnati per rilanciare il circolo con la consapevolezza che in un territorio così multietnico come Fucecchio, una realtà come l'Arci dovesse rispettare i propri ideali ed essere un punto di riferimento per tutti. Da qui si spiega lo sforzo che facciamo tutt'oggi per promuovere tante iniziative sociali rivolte anche alle altre etnie del comune. Qui da noi è stato ospite anche il vice console dell'Albania. Continuiamo a organizzare per esempio cene a tema dedicate alle singole etnie, in cui si possa conoscere un determinato paese attraverso vari aspetti: la cucina, la musica, anche dei film che parlino di quella terra». E non è un caso se dai ragazzi del circolo Pacchi sia nato anche il conosciuto “Torneo dei popoli”. In pratica un piccolo “Mundialito” in cui oggi si sfidano a calcio i ragazzi italiani, cinesi, marocchini, senegalesi, albanesi e romeni che abitano a Fucecchio e zone limitrofe. Un torneo nato nel 2009 che oggi è diventato un appuntamento istituzionale patrocinato dal Comune. Una delle menti è stata Giovanni Cartolano, socio del circolo di 37 anni. «Con Saimir Dervishi volevamo creare un'iniziativa legata allo sport che coinvolgesse diverse nazionalità, partimmo nel 2009 con una scommessa che oggi è diventata una bella realtà locale. Lo sport, come il cibo e la musica, è un linguaggio internazionale capace di unire. L'iniziativa si è estesa nel tempo, coinvolgendo anche le scuole, oggi il Comune l'ha presa in carico ma tutto è partito da qui». Giovanni ne è orgoglioso. «Aiutare gli altri ti aiuta, è questo il senso di far parte di un'associazione come l'Arci – dice - una palestra di vita in cui il confronto, la contaminazione con le altre culture, è fondamentale e a Fucecchio ne abbiamo fatto un motivo su cui investire».

Il circolo Pacchi è nato nel 1907 e e ha origine dal Circolo di studi sociali, comunemente chiamato Casa del popolo, di via Sambuca (attuale piazza Cavour). Nella seconda decade del ‘900 (forse nel 1914) il Circolo di studi sociali si ricostituisce nella nuova sede di via La Marmora che, nel 1919, sarà acquistata. Con l’assalto fascista del 3 marzo 1921 che terrorizzò Fucecchio, la Casa del popolo venne devastata e costretta alla chiusura, così come fu imposta la decadenza della stessa giunta comunale di sinistra. Dopo la Liberazione la Casa del popolo trovò sede in piazza Montanelli e fu sede di tutte le organizzazioni democratiche , da cui si distaccheranno nel 1948 le organizzazioni di ispirazione cattolica. A seguito dello sfratto del 1954, si trasferì nella sede provvisoria di via Dante fino al 1956 quando si spostò nell'attuale sede di via Roma, intitolata a Giuseppe Montanelli. Nel 1957, con la scomparsa del dirigente del movimento popolare e democratico Gaetano Pacchi, avvocato dei poveri ma anche di grandi intellettuali come Pirandello oltre che deputato del popolo, venne intitolata a lui.

Al Pacchi oggi le iniziative per coinvolgere la popolazione sono molte. Dai concerti ospitati all'interno del locale o all'esterno durante il luglio fucecchiese, alla scuola di musica che ha luogo nel locale, le cene per le ricorrenze più importanti, manifestazioni politiche. Al Pacchi ha sede anche la nota Polisportiva Pacchi. Si chiamava in origine Sporting Club Pacchi, cambiando nome ad inizio anni Settanta. Ci sono poi tre sedi di partito, l'Anpi di zona, l'associazione Rubentes Oculi e Ombre Rosse che si occupa di informazione alternativa.

Inoltre il circolo è tra i soci fondatori del festival Marea, è sempre pronto ad aprirsi all'amministrazione comunale per mettere a disposizione i propri spazi e accogliere chi cerca un posto per esprimersi. Il consiglio è entrato in carica a fine 2010 in un periodo di difficoltà per questa realtà, ma i ragazzi del Pacchi coinvolgendo le associazioni e di conseguenza la popolazione sono riusciti a far tornare la gente al circolo. Non solo, ma si sono adoperati anche per una ristrutturazione di parti dell'immobile (che è su tre piani e gode anche di una grande sala biliardo e audiovisivi) come il piano terra ridipinto di rosso e reso più accogliente. Tutto ad opera dei soci. «Con le iniziative riusciamo a pareggiare le uscite – spiega il vicepresidente Fabrizio Righetto, 32enne di Castelfranco – non è facile, ma ce la mettiamo tutta e sicuramente le iniziative, che sono fondamentali, ci tengono in vita. Abbiamo fatto anche scelte coraggiose, lo scorso anno l'Iva è schizzata al 21% ma nessuno ha pensato di alzare i prezzi, nemmeno quello del caffé. Questo perché vogliamo restare un punto di riferimento, soprattutto per gli ultimi».

Il Pacchi è un circolo che punta forte sui giovani, anche se Fabrizio non nasconde qualche difficoltà. «Quando organizziamo un evento la partecipazione giovanile sicuramente non manca – spiega – però notiamo soprattutto tra gli adolescenti una maggiore difficoltà a relazionarsi col circolo lontano dalle manifestazioni. Oggi i ragazzi dai 15 ai 20 anni hanno meno voglia di noi più “vecchietti” di impegnarsi in qualcosa, di seguire degli ideali e per essi darsi da fare. Vorremmo che qualcuno di questi ragazzi più giovani venisse a bussare da noi ma per ora notiamo una certa disillusione».

Il circolo Pacchi, infine, sorge nella città del Palio, fa parte della contrada Porta Bernarda ma nemmeno in questo caso si fanno distinzioni. «Il giorno del palio esponiamo tutte le bandiere del contrade sul terrazzo del circolo – sorridono i soci – non si prendono parti».

Filippo Cioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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