Italia
Poco utilizzate perché poco conosciute
Anche se i posti scarseggiano, spesso gli imprenditori sono all’oscuro delle agevolazioni offerte
EMPOLI. In una situazione di contrazione delle offerte di lavoro e di carico fiscale sempre più pesante, le misure messe in campo da Stato e Regione dovrebbero far gola eccome. E invece la sensazione è quella opposta. Una rassegnazione che da una parte, quella dei lavoratori o degli aspiranti tali, discende dalla consapevolezza che «negli ultimi mesi siamo arrivati ad appena un avviamento su cinque che si basa su contratti a tempo indeterminato», come spiega il dottor Paolo Bruschi. E dall’altra, quella delle aziende, dal fatto che per dirla in metafore, «in questo momento parlare di agevolazioni è come dar da mangiare ad una persona già sazia», come argomenta Giovanni Occhipinti. Insomma, sfiducia e stagnazione fanno da tappo ad ogni iniziativa.
Non è un caso se, come raccontava pochi giorni fa l’assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini, su 7mila offerte di tirocinio formativo in Toscana le domande sono state solo 92. O se, come raccontano gli addetti ai lavori, le aziende sono troppo spesso all’oscuro delle misure. «Il nostro ufficio cerca di fornire un’informazione costante e accessibile alle aziende sugli incentivi previsti – prosegue Bruschi – ma quando parliamo con loro l’impressione è che non conoscano nemmeno i termini delle opportunità fornite. E’ vero che gli annunci sono sempre meno e le persone che affollano i centri per l’impiego sempre di più, ma a volte ci sono misure di cui alcune aziende potrebbero usufruire e non lo fanno per la scarsa conoscenza che c’è. D’altronde, sono convinto che ci sarebbe da migliorare l’accessibilità a tali strumenti con bandi più immediati».
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