Il Tirreno

Empoli

Cablaggio e bonifica per creare lavoro

Nuovo confronto del Montelupo Demo Lab con oltre 200 persone tra quelle presenti e in streaming

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MONTELUPO. “Il muro di Berlino è crollato, è iniziata l’epoca di internet”. Un monito al partito che risuona anche come una dichiarazione di intenti, quello lanciato alla casa del popolo di Fibbiana da Simone Terreni, coordinatore del Montelupo Demo Lab, il laboratorio politico del Pd di Montelupo, voluto e diretto dal segretario del circolo, Daniele Bertelli. Un secondo appuntamento con più di 50 persone presenti in sala e 175 in diretta streaming sul web. Una serata incentrata ancora una volta sul tema del lavoro, ricco di spunti interessanti ed interventi a sorpresa, come quello del segretario del Pd Unione comunale di Montelupo, Dino Cei, che è intervenuto sul mancato appoggio di una larga parte dei grandi elettori del Pd all’elezione di Romano Prodi a Presidente della Repubblica: «Chi sbaglia deve pagare e quei 101 elettori devono essere cacciati dal partito» ha affermato il segretario. Un’idea ricorrente e sacrosanta per i giovani del Pd di Montelupo è quella in linea con il progetto “Think small, Think smart” lanciato nel primo incontro da Cinzia Cester in favore dello sviluppo delle piccole e medie imprese del circondario empolese finalizzato a ridurre gli oneri normativi per favorirne la crescita.

A sentire dagli interventi dei numerosi ospiti della serata, il futuro del lavoro nel circondario passerebbe proprio dalla valorizzazione di risorse locali in una prospettiva di modernizzazione, sostenibilità e semplificazione della burocrazia. «Più che una commercializzazione dei nostri prodotti all’estero – dichiara ancora Simone Terreni – bisogna imparare a “fare rete” utilizzando internet e promuovendone l’utilizzo». In Italia ancora una gran parte delle regioni, come Calabria e Basilicata, non hanno un facile e rapido accesso ad internet e, come conferma la community manager, Irene Rovai: «Basterebbe fare un cablaggio capillare in Italia per creare 300.000 posti di lavoro». «Lo sviluppo dell’economia del lavoro è possibile grazie anche ad una riconversione ecologica» è l’idea lanciata nel suo intervento da Nicola Ferraro, consulente ambientale e coordinatore del circolo Sel Empolese-Val d’Elsa: «Basterebbe applicare la nostra legge regionale di bonifica dell’amianto su scala nazionale per creare 50.000 posti di lavoro, un volume di affari di 50 miliardi di euro». Dai grandi, ai piccoli numeri, come quelli esposti da Marco Verdiani della Pubblica Assistenza di Montelupo, per quello che riguarda il terzo settore che solo nel comune offre lavoro a più di 50 persone. (a.l.)

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