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Gli studenti in piazza: troppa forma sul 25 Aprile

Gli studenti in piazza: troppa forma sul 25 Aprile

Corteo con 200 ragazzi e il presidente dell’Anpi: «La Resistenza è un caposaldo ma le celebrazioni non possono essere limitate solo una volta all’anno»

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EMPOLI. È la prima manifestazione del genere per gli studenti di Empoli ma dopo la giornata del 24 aprile non è da escludere che vi possa anche essere un immediato seguito. Una festa in realtà con un corteo tra le vie del centro di Empoli per ricordare e non dimenticare i valori fondanti della Resistenza e della Liberazione.

Erano quasi in 200 i ragazzi, guidati dalla Federazione degli Studenti, che ha visto fra i suoi responsabili Alessio Mantellassi. La partenza è stata al liceo Pontormo e poi ha toccato da vicino tutti gli altri istituti superiori di Empoli per far sentire la voce del coro e dire no al fascismo e ricordare i valori dei partigiani. «La storia si ripete a distanza di anni - spiega a bassa voce un anziano che su una sedia osserva il corteo - Sono altri tempi ma i ragazzi negli occhi hanno un grande animo, volenteroso e propositivo». Un corteo realizzato per interrogarsi su quanto siano effettivamente ascoltate queste giornate, spiegano gli studenti.

Il corteo del 24 aprile è stato un momento per «parlare della nostra Costituzione». Una presa di posizione forte per far capire che gli studenti non sono poi così come vengono disegnati: «Non a caso abbiamo pensato di far intervenire il presidente regionale dell'Anpi, Silvano Sarti, che ha regalato nel finale, una testimonianza che non dimenticheremo». Alessio Mantellassi ringrazia calorosamente gli stessi studenti che hanno partecipato alla manifestazione empolese: «Sono loro i veri protagonisti di questa giornata, una ottima partecipazione considerato il fatto che si stanno avvicinando gli esami di maturità. Non è stata una mossa azzardata ma ponderata perché la nostra non è una protesta ma un momento per ricordare i valori della giornata del 25 e questo può essere un canale per far entrare questi temi nelle scuole e poi farli uscire».

«Il 25 aprile – hanno sottolineato dalla Federazione degli studenti – sta nella memoria collettiva come incredibile caposaldo. Ma probabilmente a quella stessa memoria manca un po’ di spontaneità, se le uniche celebrazioni che sanno produrre sono quelle, solite, non coinvolgenti e istituzionali da usare un giorno all’anno, delle quali viene da chiedersi non tanto quanto siano volute ma quanto siano poi effettivamente ascoltate». Il momento finale si è svolto in piazza Farinata degli Uberti dove i ragazzi hanno ascoltate con grande attenzione la testimonianza di Silvano Sarti.

Giacomo Bertelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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