Sicurezza
Louis Vuitton conferma l’interesse per Fucecchio
Ma dalla casa di moda bocche cucite fino alla conclusione della trattativa In ballo ci sono centinaia di posti di lavoro tra assunzioni dirette e nell’indotto
FUCECCHIO. La trattativa c’è. Ed è ben avviata. Ma nessuno vuole sbilanciarsi perché si tratta di un’operazione troppo delicata per lanciarsi in dichiarazione avventate. Louis Vuitton conferma indirettamente quanto abbiamo iscritto ieri. La multinazionale ha già da tempo stretto rapporti con la zona, affidando una parte della produzione ad aziende di Fucecchio e dintorni. Dove ora vorrebbe mettere radici più salde, con una base logistica a Ponte a Cappiano: «Sono informazioni riservate – fanno sapere dall’azienda francese – e non abbiamo intenzione di rilasciare dichiarazioni fino a quando non ci saranno certezze, in un senso o nell’altro». A questo punto ai fucecchiesi non resta che aspettare e sperare. Probabilmente un mese, o poco più. La multinazionale dovrebbe prendere una decisione definitiva entro giugno. Solo allora si saprà se sarà realizzato a Ponte a Cappiano il maxi-capannone capace di ospitare una parte della produzione (principalmente scarpe) e da dove “curare” in maniera più stretta i rapporti coi calzaturifici della zona che già gravitano nella galassia Louis Vuitton, a conferma della capacità di questo territorio di garantire prodotti di qualità alle griffe. In stand-by, di conseguenza, anche “l’operazione-ponte”, che dovrebbe portare – in una prima fase – la multinazionale a stabilirsi temporaneamente a Cerreto, in un ex calzaturificio, dove verrebbe formato il personale in vista del decollo del progetto. Che, vista la portata, – ed è questo che fa incrociare le dita a tutto il territorio – potrebbe garantire, tra assunzioni dirette e nell’indotto, centinaia di posti di lavoro, con una corsia preferenziale, ovviamente, per i fucecchiesi: sarebbe una bella boccata d’ossigeno dopo tanti schiaffi dovuti alla crisi. (f.t.)
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