Sicurezza
Vinci dedica un cippo al martire antifascista
Oggi la cerimonia in memoria di Luigi Pasqualetti, caduto sotto i colpi dei mitragliatori repubblichini
VINCI. La cerimonia pubblica in memoria di Luigi Pasqualetti, martire antifascista, si svolge oggi, pochi giorni dopo l'anniversario del suo assassinio. Il programma prevede il ritrovo alle ore 11 all'Apparita, nella via a lui intitolata due anni fa, ed un corteo per le vie cittadine con l'inaugurazione del cippo alla Memoria in Corte Brogi. Sarà il miglior modo per celebrare il 25 aprile 2013. Ma torniamo indietro nel tempo, per raccontare la triste vicenda che vide protagonisti un padre, una madre e un figlio.
Fu una Pasqua difficile quella del 1944, la più difficile, per la famiglia Pasqualetti all'Apparita di Vinci. Luigi detto "Valente", il capofamiglia, era caduto sotto i colpi dei mitragliatori repubblichini durante la notte precedente la ricorrenza, fra l'8 ed il 9 di aprile di quel difficile anno di guerra. Unica colpa, aver difeso i più deboli ed essersi opposto al fascismo. Sono trascorsi 69 anni, ma ancora oggi, negli occhi di quello che allora era un bambino di otto anni, si legge la commozione e la paura di chi ha vissuto l'assassinio del padre senza poter intervenire. «Come al solito - racconta Paolo Pasqualetti - dormivo in un lettino accanto a quello dei miei genitori. Ricordo che quando gli assassini di mio padre bussarono con violenza alla porta mi risvegliai bruscamente. La maestra (Maddalena Giovacchini, empolese con una figlia piccola) che era ospite in casa nostra si affacciò alla finestra chiedendo cosa volessero. Volevano mio padre. Lui cercò di fuggire da una finestra ma mentre scavalcava il davanzale fu mitragliato. Io udii il rumore degli spari. Mia mamma e la maestra lo riportarono in camera, adagiandolo sul letto. Ricordo che rimasi sbigottito, provando uno smarrimento totale nel vedere il babbo in quelle condizioni». L'ultima frase che "Valente" riuscì a pronunciare fu rivolta al figlio, che volle accanto a sé negli ultimi istanti di vita. "Tu sei giovane, forse non ti rendi conto di quello che vi hanno fatto moralmente. Quando sarai grande capirai ancora meglio. Cerca di non dimenticarlo mai. Ricordati di stare sempre vicino alla tua mamma". "Valente", a soli quarantatre anni, se ne era andato per sempre, ma aveva lasciato per tutti una speranza, ed il suo esempio darà la forza a tante persone di continuare a lottare per la Democrazia e la Libertà.
Ai funerali parteciparono migliaia di persone. «Oggi, - afferma sereno Paolo Pasqualetti - dopo la ricerca storica pubblicata in un bel volume e l'intitolazione della via, due anni fa, con l'inaugurazione del cippo si va a completare un percorso di recupero della memoria di mio padre che abbiamo a lungo immaginato e finalmente vediamo portato a compimento».
Paolo Santini
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