Sicurezza
Altro che estrazione di Co2 a Certaldo è scoppiato il putiferio
La collocazione degli strumenti di ricerca innesca una lite fra i tecnici e i proprietari dei terreni Per sedare gli animi serve l’intervento dei carabinieri, poi il geologo Marratzu presenta una querela
CERTALDO. CERTALDO. La collocazione degli strumenti per la ricerca della Co2 ha scatenato, ieri mattina, un vero e proprio putiferio. La diatriba, nata dall’accesso ai terreni di privati, ha visto contrapporsi i tecnici della Idrogeo del geologo Alessandro Murratzu e i proprietari che non avevano autorizzato l’ingresso. E per risolverla sono arrivati i carabinieri.
Un clima molto caldo e acceso attorno al progetto San Paolo di Certaldo, che punta ad estrarre dal sottosuolo l’anidride carbonica in una zona di confine con i comuni di Barberino Val d’Elsa e San Gimignano, dove in passato - per volontà dei rispettivi sindaci - il progetto della Sol venne rigettato. Giunti a metà aprile, periodo nel quale Massimo Piazzini della Lifenergy (che propone l’estrazione) e il direttore dei lavori Murratzu, avevano indicato come utile per la collocazione degli strumenti utili alla ricerca, scoppia l’ennesimo caso che è finito in una querela.
Proprio Murratzu, infatti, nel pomeriggio ha sporto nuovamente denuncia: «Abbiamo tutte le carte in regola e stiamo agendo nel rispetto della legge, coi permessi della Regione Toscana e le autorizzazioni per poter entrare nei terreni dei privati. Ho subito svariate offese, dal delinquente al mafioso, senza considerate il fatto che l’altro ieri aprile qualcuno mi ha rigato l’automobile».
Ma ieri mattina, ad aspettare i tecnici della Lifenergy c’erano anche i contadini e alcuni iscritti del Comitato difesa tutela della Valdelsa, Ecco il loro racconto: «Due tecnici sono entrati nei nostri terreni, senza avvertirci, noi ci siamo presentati per capire le loro intenzioni. I responsabili hanno chiamato Alessandro Murratzu che, giunto sul posto, si è chiarito con noi, spiegandoci che sarebbe tornato la prossima settimana con una idonea informativa scritta». Ma Murratzu controbatte: «Abbiamo i permessi per poter entrare nell’area disegnata nel progetto di ricerca, in virtù dell’articolo 10 del decreto 1143 legato alla estrazione mineraria».
A distanza di un’ora alcuni contadini notano altri movimenti vicini alle loro terre, a ridosso tra la nuova 429 Certaldo-Poggibonsi e il fiume Elsa: «Ci siamo avvicinati per andare a vedere cosa stesse accadendo e gli strumenti erano già stati collocati». Allertate le forze dell’ordine, «i tecnici della Idrogeo sono scappati con gli apparecchi, mentre intanto è arrivato Murratzu che ha fatto da garante con i nomi dei tecnici. Ma se era tutto in regola perché sono andati via senza farsi identificare?».
Il geologo certaldese, però, riferisce di gravi offese e ingiurie che lo hanno convinto a sporgere una seconda querela verso la stessa persona che anche in passato si sarebbe resa protagonista di simili gesti: «Abbiamo deciso di tornare la prossima settimana sui terreni interessati dalla ricerca per cercare di smorzare la tensione che si è creata, ma probabilmente, per questioni di sicurezza, saremo accompagnati dalle forze dell’ordine».
La battaglia per l’estrazione delle “bollicine”, insomma, si arricchisce di una nuova puntata. E la prossima andrà in scena fra pochi giorni.
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