Sicurezza
Sindaci contro le nuove tariffe dell’acqua
Sono contrari perché non rispecchiano la volontà del referendum. «Ma siamo costretti ad approvarle»
EMPOLI. Oggi si riunisce la conferenza territoriale numero due dell' Ait (Autorità idrica Toscana) per deliberare la proposta di tariffa del servizio idrico integrato. E i sindaci, con in testa il rappresentante nell’Autorità per il circondario Enrico Sostegni, vogliono manifestare il loro imbarazzo rispetto al sistema di tariffazione che si andrà ad approvare. Perplessi tutti i sindaci ma costretti a dare il loro assenso.
«Una tariffa calcolata secondo il metodo provvisorio predisposto, per il 2012 e per il 2013, dall’Aeeg (Autorità per l’energia elettrica ed il gas) - dice Sostegni - che il legislatore ha individuato come il soggetto cui compete decidere le modalità di calcolo della tariffa del servizio idrico ed approvare in via definitiva la tariffa medesima per i vari ambiti». «Il metodo deciso dall’Aeeg desta non poche perplessità - va avanti Sosetgni - a questo proposito basti pensare che sono oltre diciotto i ricorsi presentati, sia da aziende che gestiscono il sistema idrico, sia da comitati e associazioni, contro questo metodo. L’aspetto più discutibile riguarda la modalità di calcolo degli oneri finanziari che non pare rispondente alla volontà espressa dai cittadini italiani nei referendum del 12 e 13 giugno 2011».
Pur essendo consapevoli di queste criticità, «che metteremo in evidenza in un ordine del giorno da inviare all’Aeeg, riteniamo corretto approvare la proposta di tariffa per più ragioni - vanno avanti i sindaci - Primariamente, perché in tale sede abbiamo un preciso compito istituzionale, l’approvazione della proposta di tariffa, al quale non è corretto venire meno anche per ridurre il grande livello di incertezza che dal 2011 si è creato in questo settore e che sta mettendo in seria difficoltà la capacità di investimento nei territori».
«Poi perché anche non deliberando, niente cambierebbe per i cittadini, avendo l’Aeeg potere sostitutivo nel caso di inadempienza delle varie autorità locali - vanno avanti i sindaci - infine, ma non per importanza, perché metteremmo a rischio una componente della tariffa il “Fondo nuovi investimenti” che è essenziale per garantire la realizzazione di tutti gli interventi previsti dal nostro piano d’ambito. Opere necessarie per continuare ad avere un servizio idrico efficiente e rispettoso dell’ambiente».
Per questi motivi i sindaci approveranno la proposta di tariffa e contestualmente «chiederemo all'azienda (Acque spa) di non distribuire gli utili eventualmente generatisi da quella parte di calcolo degli oneri finanziari che richiama la remunerazione del capitale abolita con i referendum del 2011».
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