Attenzione
Donzelli dà l’addio a Cna e bacchetta i sindaci
Dopo 8 anni lascia il timone: «Silenzio sbagliato sullo stop ai fondi per la “cassa” E poi: ci sono più soldi nelle banche? Cittadini, spendete nelle ristrutturazioni»
EMPOLI. Fabrizio Donzelli lascia il timone di Cna dell’Empolese Valdelsa dopo due mandati. Domani sera (all’Asev di via delle Fiascaie, ore 21) l’assemblea degli artigiani eleggerà il suo successore. Certaldese, 56 anni, titolare di un’azienda di impianti, Donzelli si “congeda” dalla poltrona di presidente di un’associazione che da queste parti conta oltre 2.400 imprese iscritte, per un totale di oltre dodicimila addetti. Il presidente uscente fotografa la situazione economica senza risparmiare una tirata di orecchie ai sindaci, accompagnandola con un appello ai risparmiatori del circondario.
Che eredità lascia al suo successore?
«Cna è oggi un’associazione aperta al rinnovamento, in grado di raccogliere le sfide che attendono gli artigiani in questo momento di crisi devastante e mai vista prima. E in più, alle difficoltà economica, si sono aggiunte quelle istituzionali. Il Paese è bloccato».
E il circondario come sta?
«Non meglio di altri territori. La Valdelsa sta soffrendo molto di più rispetto all’Empolese, dove c’è una produzione legata alla moda e all’export che riesce a stare a galla. I problemi sono ormai noti: le difficoltà di accesso al credito, la pubblica amministrazione che paga in ritardo e riduce gli investimenti. E intanto si assiste a una moria di aziende».
I Comuni sembrano avere le mani legate. O pensa che potrebbero fare di più?
«Per uscire dalla crisi ognuno dovrebbe fare la sua parte, non si può restare a guardare. Mi ha deluso il fatto che gli undici sindaci e amministratori del circondario non hanno alzato la voce quando sono finiti i soldi per garantire la cassa integrazione in deroga. Ho visto sindaci incatenarsi o scendere in piazza per altri motivi. Ma su questo argomento – che ha conseguenze drammatiche per il territorio – sono rimasti zitti».
Questo territorio ha la forza per rialzarsi?
«Sì. Le imprese devono tenere duro. Le istituzioni devono fare la loro parte. E i cittadini altrettanto. Ho letto su Il Tirreno che nel 2012 i depositi bancari nell’Empolese Valdelsa sono cresciuti di 114 milioni di euro rispetto all’anno precedente e il totale dei depositi ha superato i due miliardi. L’appello che lancio è “non lasciamoli tutti in banca”. Investiamoli nelle ristrutturazioni e nei lavoretti. È così che si può dare una mano all’economia».
L’orgoglio di questi anni?
«L’aver guidato Cna al rinnovamento, garantendo più servizi alle imprese, dalla consulenza alla formazione, fino alla pianificazione aziendale. È stata una splendida esperienza e ringrazio sia gli amministratori locali, anche se talvolta ci sono state delle tensioni, sia le altre associazioni di categoria, con le quali c’è stata sempre un’ottima collaborazione: credo che questo sia un valore aggiunto per il territorio».
Francesco Turchi
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