Sicurezza
Più sicurezza nelle scuole al via oltre trenta controlli
In programma verifiche sugli impianti elettrici. Ma il quadro resta preoccupante Gran parte delle superiori non ha il certificato di prevenzione incendi
EMPOLI. Trentadue edifici scolastici che verranno setacciati dai tecnici dell’Asl per verificare gli impianti di messa a terra e adeguarli alle nuove norme. Una goccia nel mare specialmente se si considera il lavoro da fare complessivamente in tutta l’area in materia di sicurezza nelle scuole, ma di certo un primo passo importante che testimonia un’inerzia diversa rispetto allo stallo dei lavori. E soprattutto un primo segnale, seppure per ora niente più di questo, del disgelo che lo sblocco di una parte di risorse congelate dal Patto di stabilità potrebbe produrre anche nel circondario, dove l’anno scorso sono rimasti in stiva qualcosa come cinquanta milioni di euro. D’altronde sul fronte della sicurezza negli edifici scolastici ancora la strada da fare è molta per adeguarsi agli standard previsti per legge: molti istituti superiori rimangono ancora scoperti per quanto riguarda il certificato di prevenzione incendi, mentre interventi di manutenzione e ristrutturazione vanno a rilento ormai da anni ed il piano antisismico per tutti gli edifici pubblici ha da poche settimane mosso i primi passi. Ma per questo servirebbero soldi – si parla di milioni di euro – che al momento non sono disponibili.
Lavoro al via. La verifica degli impianti di messa a terra riguarda 32 tra asili nido, scuole materne, elementari e medie gestite dal Comune di Empoli. I lavori, il cui via libera è stato dato con una determinazione comunale alla fine del mese scorso, sono stati affidati al dipartimento di prevenzione nei luoghi di lavoro dell’Asl 11. Viste le ristrettezze economiche che impediscono in questo momento di procedere ai controlli di tutti e 275 impianti di sua competenza, l’amministrazione ha pensato bene di cominciare dalle scuole. Il costo di ciascuna verifica varia da 122 euro per impianti con potenza inferiore a 10 kW a 255 euro per quelli con potenza oltre i 26 kW e fino a 50 kW. In tutto l’intervento costerà 6.468 euro. Le verifiche interesseranno nel complesso 6 asili nido (Zuccabarucca, Canguri, Stacciaburatta, Piccolo Mondo, Melograno e Centro 0-6), 10 materne (Serravalle, Peter Pan, Pagnana, Pier della Francesca, Pianezzoli, Collodi, Fontanella, Val Gardena, Rodari e Pascoli), 14 elementari (Serravalle, Baccio da Montelupo, Alighieri, Busoni, Galilei, Pascoli, Michelangelo, Carrucci, Lorenzoni, Rovini, Da Vinci, Ponzano e Leopardi-Carducci) e i due edifici che ospitano le medie Busoni-Vanghetti.
Cosa manca. Come accennato, al di là di questa buona notizia, il contesto che riguarda l’adeguamento alle norme di sicurezza nelle scuole del circondario rimane costellato di caselle vuote. Non certo un’eccezione nel panorama regionale e nazionale, vista l’impossibilità di programmare interventi anche minimi per mancanza di risorse. Fino ad un anno e mezzo fa nessun istituto superiore della zona era in possesso del certificato di prevenzione incendi e la situazione ad oggi sembra di poco cambiata. «La richiesta è stata fatta per tutti – spiega Claudio Toni, sindaco di Fucecchio e delegato alla scuola per l’Unione dei Comuni – purtroppo in molti casi per ottenere i certificati ci sono lavori di adeguamento da fare che ad oggi non siamo in grado di finanziare: per completarli abbiamo stimato che servirebbero poco meno di due milioni e mezzo di euro. Una cifra onestamente inavvicinabile visto che l’Unione ha a disposizione appena 150mila euro all’anno per la manutenzione ordinaria degli edifici”. Nella maggior parte dei casi gli interventi sono di scarsa entità (impianti elettrici non norma, scale antincendio da verificare, depositi d’acqua da rivedere), ma comunque nel complesso troppo onerosi. Visto che ogni anno quelle poche risorse disponibili vengono spese, e spesso non bastano nemmeno, tra caldaie che si guastano, bagni, porte e finestre da riparare e pareti da dipingere.
La speranza. E se due milioni e mezzo servirebbero all’Unione per adeguare le superiori, altrettanti se non di più mancano ai comuni per gli edifici che ospitano gli altri gradi scolastici. «Gli edifici invecchiano di anno in anno – afferma ancora Toni – e se non si interviene la situazione peggiorerà. Questo sblocco preliminare di risorse da parte dello Stato è un primo passo».
Marco Pagli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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