Sicurezza
Il sindaco sfida il patto di stabilità
Al via i lavori per le frane ma in caso di sforamento gli stipendi degli amministratori ridotti del 30%
MONTESPERTOLI. La giunta Mangani sfida il patto di stabilità. E non la fa a parole. Fa partire un piano da 550mila euro per ripristinare la viabilità messa in ginocchio dal maltempo. E ignora in questo modo i vincoli alla spesa imposti dal patto di stabilità. Una prova di forza che potrebbe costare cara agli amministratori, a rischio sanzioni, così come il Comune stesso. Ma andiamo con ordine. Le recenti piogge (una quantità del genere non si era mai vista negli ultimi cinquant’anni) hanno provocato decine di frane e smottamenti su tutto il territorio. La più grave in via Romita, che però non è di competenza comunale (vedi articolo in basso). Alla Provinciale 81, si aggiungono via Voltiggiano, il parco urbano e soprattutto via Coeli Aula, dove l’intervento in cantiere (da 370mila euro) è finanziato dalla Regione. E poi c’è la copertura del tetto della scuola media, spazzato via dal vento. Senza dimenticare la manutenzione ordinaria, resa impossibile dalle piogge costanti.
Ora tutti questi interventi non possono essere rimandati: «Abbiamo deciso di procedere con i lavori – conferma il sindaco Giulio Mangani – nonostante i vincoli imposti dal patto di stabilità. Non possiamo permetterci di lasciare le cose come stanno pur avendo i soldi necessari per intervenire». Anche se questo potrebbe significare andare incontro ai provvedimenti sanzionatori dello Stato: «Di fatto – nonostante gli annunci delle scorse settimane – i vincoli sono rimasti inalterati, almeno per ciò che ci riguarda. Noi andiamo avanti per la nostra strada, sperando che a breve arrivino novità da Roma in materia di allentamento del Patto, o che ci venga riconosciuto dal governo lo “stato di calamità”», come peraltro ha già fatto la Regione, che ha inserito Montespertoli tra i Comuni danneggiati dal maltempo: «Con la delibera della Regione avremo accesso – eventualmente – a fondi aggiuntivi, ma soltanto il riconoscimento “gemello” da parte dello Stato ci permetterebbe di avere la deroga al patto di stabilità». Dunque, stando così le cose, anche gli interventi di urgenza rientrano tra le spese vincolate. E con questo piano di intervento il Comune rischia di violarlo, anche se i conti si potranno fare soltanto alla fine dell’anno, quando in base a tutte le spese effettuate si saprà se effettivamente Montespertoli ha superato il limite imposto dalla legge e di quanto: «Cosa si rischia? Il taglio del 30% allo stipendio degli amministratori, e questo di certo non ci ferma. Il blocco delle assunzione, che tanto nei fatti c’è già. Quello che veramente ci preoccupa è altro: se il Comune – tanto per fare un esempio – “sfora” il patto di 100mila euro, lo Stato poi vuole che quella stessa cifra gli venga rimborsata dal Comune stesso. Però noi, in questo momento, non abbiamo scelta: è un rischio che dobbiamo assolutamente correre».
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