Sicurezza
Più soldi risparmiati e messi in banca
Oltre due miliardi il totale dei depositi, l’importo medio per famiglia cresce ovunque eccetto i piccoli comuni
EMPOLI. Ad una prima occhiata qualcuno potrebbe pensare di vivere su un pianeta diverso da quello raccontato dai numeri pubblicati. E i numeri parlano di una crescita dei depositi bancari nell'Empolese Valdelsa che tra il 2011 e il 2012 è stata di ben 114 milioni di euro. Una montagna di soldi frutto del risparmio delle circa 70mila famiglie residenti nei comuni dell'area.
Di fronte ad un fenomeno del genere verrebbe da chiedersi che fine hanno fatto la crisi economica che uccide un'azienda al giorno, l'emergenza lavorativa con disoccupazione e ammortizzatori che salgono in maniera vertiginosa, la sofferenza delle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese e tutte le altre conseguenze di una china drammatica presa dall'economia nazionale come locale. Stando così le cose, insomma, verrebbe da pensare che una delle due realtà è falsa: o è vera la crisi e Banca Italia ha sbagliato qualcosa, oppure è vero il contrario.
E invece, mettendo a fuoco la situazione, le ragioni di questo aumento dei soldi affidati alle banche una spiegazione che tenga insieme le due tesi c'è. Sì, perché l'allargamento del tesoretto non è figlio del benessere, quanto proprio del crack finanziario degli ultimi anni. Basta andare a vedere la parabola crescente a partire dal 2008, anno dello scoppio della bolla finanziaria. Ebbene, cinque anni fa l'ammontare del risparmio sul territorio era di un miliardo e 750 milioni. Una cifra cresciuta del 20% quattro anni dopo, quando ad essere depositati sono stati due miliardi e 93 milioni di euro. Quasi 350 milioni in più che sono finiti nelle casse degli istituti di credito della zona, oliando un sistema che nonostante questo non sembra godere di una stabilità eccelsa. Ma soprattutto si tratta di denaro che è venuto a mancare all'economia reale, quella della spesa delle famiglie e degli investimenti delle imprese.
Ed ecco che ci avviciniamo alle zone d'ombra che si nascondono dietro all'evidenza di un dato solo apparentemente sorprendente. Non è un caso, infatti, se le ultime rilevazioni Istat indicano una riduzione della spesa delle famiglie che tagliano le uscite anche minime dagli acquisti quotidiani alle manutenzioni casalinghe. Altro capitolo riguarda quelle che tradizionalmente rappresentavano le valvole di sfogo privilegiate degli investimenti, dagli immobili con l'edilizia ormai ferma al palo al mercato delle auto in continua discesa. A questo proposito è da non sottovalutare l'allargamento della forbice tra poveri e ricchi che spinge sempre più verso gli apici i due estremi. La contrazione della spesa, infatti, interessa da vicino la progressiva erosione della classe media in un territorio dove il benessere fino a qualche anno fa abbracciava una larga parte di popolazione. In ultima istanza poi c'è da considerare che buona parte del surplus del deposito bancario non è da attribuire ad un rafforzamento dei conti correnti quanto al ricorso sempre maggiore a prodotti cosiddetti di risparmio a scadenza, che garantiscono interessi maggiori rispetto ai buoni statali e soprattutto alla giacenza classica nelle casse degli istituti.
Anche se solo espressione di una stima che come abbiamo visto non può essere considerata esaustiva, c'è da dire che cresce esponenzialmente l'importo medio a famiglia a livello di circondario: dai poco più di 24mila euro del 2011 ai circa 30mila euro dell'anno seguente. Il balzo è stato di quasi il 25% e denota una crescita che, se si eccettuano i comuni di Capraia e Limite, Montaione e Montespertoli (che sono anche quelli dove si trova la più bassa densità di sportelli bancari, insieme a Gambassi), è praticamente generalizzata ad ogni territorio dell'area.
In particolare, la crescita degli importi per famiglia è stata notevole a Fucecchio (+8,1%) con 27.323 euro a famiglia, Castelfiorentino (+7,3%) con 33.866 euro, Empoli (+7,2%) con 40.648 euro, Montelupo (+6,7%) con 29.962 euro e Certaldo (+6,2%) con 29.767. Anche a Vinci l'importo medio si è attestato al di sopra dei 30mila euro (33.252), mentre negli altri dove più dove meno si sta sotto i 20mila euro: l'ultimo posto in questa classifica è Capraia e Limite con 7.484 euro medi a famiglia. Nel complesso il deposito più alto si è registrato ad Empoli (oltre 787 milioni di euro), dove c'è la popolazione più numerosa e anche la più alta densità di sportelli. Da sottolineare anche gli importi di Fucecchio, quasi 248 milioni di euro, e Castelfiorentino, dove il risparmio ha toccato quota 238 milioni e mezzo di euro l'anno scorso.
Marco Pagli
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