Sicurezza
San Teofilo amico di Santi Saccenti
La frequentazione narrata nelle memorie della famiglia del poeta
FUCECCHIO. San Teofilo da Corte, un tempo definito il santo di Fucecchio, al quale si attribuiscono ben 64 miracoli, viene rivalutato. C'è, insomma, la voglia di rimetterlo sugli altari, con tutti gli onori. Lo dimostrano i tre giorni di iniziative. Tra di esse, la conferenza dello storico Alberto Malvolti, nella chiesa della Vergine, alla presenza di una delegazione di Corte (Corsica), località d'origine del santo. Dalla conferenza è emerso che Teofilo intrattenne rapporti d'amicizia con Giovan Santi Saccenti, documentati dalle memorie della famiglia, donate da Vincenzo, un discendente, al convento dei francescani, nel 1927. Memorie che, a dire il vero, non si trovano. C'è chi ipotizza che siano state portate via dai francescani, quando se ne sono andati quasi vent'anni fa. Ma c'è anche chi dispera di trovarle, dal momento che non le avrebbe viste nei documenti finiti a Firenze. «C'erano, soprattutto, codici miniati». Data l'incertezza, la questione merita d'essere approfondita. Canali e modi non mancano. Ma chi era Santi Saccenti? Paolo Santini ne ha scritto, qualche temo fa, proprio su questa pagina. Era un notaio di Cerreto Guidi, appartenente a una famiglia proveniente da Volterra. Nello stesso tempo, era un poeta che amava sferzare politici e religiosi. In una parola, irriverente. Come sia nata e andata avanti l'amicizia, tra i due, non è dato saperlo. Malvolti ha affermato: «Già il fatto che intercorresse una frequentazione tra lo scanzonato poeta cerretese e Teofilo, ci fa sembrare quest'ultimo un po' meno austero e distante». (r.c.)
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