Il dolore
Completato tra un mese il centro nanotecnologie
Al laboratorio piccole e medie imprese sfruttano le potenzialità delle molecole Tra gli strumenti a disposizione anche un sofisticato microscopio unico in Italia
EMPOLI. Sarà completato a giugno il laboratorio di ricerca sulle nanotecnologie di Empoli, ospitato nel fabbricato dell'ex ospedale di via Paladini. È nato con l'intento di diventare un punto di eccellenza a livello nazionale e non solo sulle nanotecnologie, nel processo di riorganizzazione e potenziamento del sistema regionale di trasferimento tecnologico, un passaggio dagli studi scientifici alle applicazioni nelle imprese, con un occhio di riguardo alle piccole aziende.
Il laboratorio è gestito dal Consorzio Grint (Gruppo per la ricerca e l'innovazione nelle nanotecnologie in Toscana) di cui al momento fanno parte Asev, Colorobbia Italia, Acque Ingegneria, Consorzio interuniversitario nazionale per la scienza e la tecnologia dei materiali (Instm) e Icad, che si occupa di design avanzato. Grint punta a coinvolgere ancora più soggetti nel progetto e per questo fino al 27 aprile spin-off universitari, enti pubblici, centri di ricerca pubblici e privati anche esteri e imprese private, avranno a disposizione un bando per essere ammesse e diventare partner sociali. «ll laboratorio sarà completato nel giro di qualche mese - ha spiegato il presidente del Consorzio Grint, Damasco Morelli – sono funzionanti comunque già alcune ali dotate di strumentazione». Il progetto è nato alcuni fa con l'intenzione di unire il mondo scientifico a quello industriale, le nanotecnologie possono essere usate in svariati campi e con svariate applicazioni. «Siamo aperti in particolar modo alle imprese locali, anche alle piccole e medie imprese - sottolinea Morelli - che vogliano investire in questo settore. Fino al 27 aprile i soggetti interessati potranno sottoporci un progetto di ricerca che valuteremo». Se accolto potranno di fatto entrare a far parte del Consorzio e sviluppare attraverso il laboratorio il progetto. Laboratorio che oggi conta già strumenti di prim'ordine, tra questi un microscopio ad ioni di elio unico in Italia (nel mondo ce ne sono solo 22). Il laboratorio è costato più di 3milioni di euro con un cospicuo finanziamento regionale. «Le nanotecnologie – ha spiegato Arrigo Sergio, direttore del Consorzio Grint – lavorano a livello di molecole creandone di nuove che in natura non esistono e possono essere utilizzate in settori diversificati, come per esempio in medicina o nei settori della depurazione delle acque».
È certamente un settore del futuro, Grint cerca di fare incontrare questa tecnologia con l'imprenditore interessato. Rendendo la prima accessibile anche alla piccola e media impresa. «Ci teniamo a sottolineare che Grint è aperto a tutti e opera senza fini di lucro, tutto l'utile viene rinvestito in ricerca – spiega Tiziano Cini dell'Asev. Attualmente al Grint lavorano anche due ricercatrici. Per partecipare i richiedenti dovranno avere particolari requisiti, tra cui, oltre a una capacità economico-finanziaria, l'impegno a mettere a disposizione di Grint le proprie conoscenze tecniche e capacità professionali per raggiungere gli obiettivi dell'attività del Consorzio». I soggetti ammessi al bando del Grint sono spin off universitari, enti pubblici, centri di ricerca pubblici e privati italiani ed esteri, imprese private. Chi fa domanda deve avere una referenza bancaria attestante la capacità economico finanziaria, un fatturato di almeno 1milione di euro come somma dei fatturati degli ultimi cinque anni 2008-2012. I soggetti dovranno versare una quota di partecipazione per la copertura dei costi di gestione del Consorzio e di ogni altro tipo di contributo stabilito dai soci. Devono inoltrare richiesta scritta al consiglio di amministrazione presso la sede sociale. Lo statuto del Grint con tutte le informazioni è visionabile alla sede sociale previa richiesta a Tiziano Cini al numero 057176650 oppure t.cini@asev.it Il termine per presentare le domande è il 27 aprile .
Filippo Cioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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