Attenzione
Shelbox, stavolta è fumata bianca via alla “cassa” per 147 dipendenti
Siglato in Provincia l’accordo, l’ammortizzatore sociale sarà per un anno in attesa di un acquirente Esulta la Rsu: «Ora guardiamo con più serenità al futuro e chi verrà dovrà confrontarsi anche con noi»
CASTELFIORENTINO. Un anno di cassa integrazione straordinaria. I lavoratori della Shelbox hanno vinto la loro battaglia. E mai come stavolta l’accesso a un ammortizzatore sociale può essere salutato con così tanta soddisfazione dai lavoratori, che non riscuotono lo stipendio da quattro mesi. E poi sullo sfondo c’era per tutti lo spettro della mobilità, che rischiava di scattare per tutti i 147 dipendenti dal 18 maggio. E invece la terribile prospettiva è stata spazzata al termine dell’incontro di ieri mattina a Palazzo Medici Riccardi. E La Rsu fa festa: «La cassa integrazione – sottolinea Massimo Simoncini – ci garantisce un po’ di tranquillità e ci permette di guardare al futuro. Ora si apre una fase nuova, con la ricerca di un soggetto interessato a ripartire». Un gruppo interessato ci sarebbe, ma i contatti sono appena avviati e soltanto nelle prossime settimane si capirà se l’operazione potrà decollare. «Ma ora – rimarca Simoncini – quello che ci interessa di più è l’accesso alla cassa integrazione straordinaria, che ci permetterà di “lavorare” con più serenità anche per il futuro. Chiunque vorrà farsi avanti, dovrà confrontarsi con il sindacato e spiegare nel dettaglio il progetto: quanti lavoratori è disposto a riassumere subito e quanti nelle fasi successive. La mobilità invece sarebbe stata una tragedia».
Al tavolo procedurale che si è rivelato decisivo hanno partecipato il presidente della Provincia, Andrea Barducci, la Regione, il sindaco di Castelfiorentino Giovanni Occhipinti e il curatore fallimentare della Shelbox, Mario Marchini, oltre alla Rsu assistita da Daniele Calosi e Stefano Angelini della Fiom. La cassa integrazione interesserà tutto il personale in forza all'azienda e avrà la durata di dodici mesi a decorrere dal 6 marzo 2013 giorno in cui l'azienda è stata dichiarata fallita. Nel verbale di accordo inoltre le istituzione si sono rese disponibili ad attivare nei confronti dei lavoratori della Shelbox programmi di riqualificazione delle competenze, di formazione e di riqualificazione. «L’avvio della cassa ci fa tirare un respiro di sollievo - dice Barducci - per gli operai, ma il nostro auspicio è che presto arrivi un nuovo soggetto industriale, in grado di rilevare l'attività con tutto il suo patrimonio umano e di competenze professionali. Ed è proprio questa la direzione verso cui stiamo lavorando». L'accordo prevede anche che prima della scadenza della cassa le parti si incontreranno in Provincia per valutare se sussistono i presupposti di legge per l'utilizzo di altri ammortizzatori sociali. Il periodo di cassa integrazione sarà utile per conservare l’unitarietà dell'azienda, per evitare la disgregazione della struttura, del personale e dell'azienda, oltre che per evitare la dispersione del valore patrimoniale e aziendale della Shelbox. Nel contempo, consentirà al curatore il concreto accertamento dell'esistenza di serie prospettive di continuazione o ripresa dell'attività tramite la cessione dell'azienda. (f.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
