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Salvare il S. Verdiana

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CASTELFIORENTINO. In quattrocento ieri sera hanno riempito il Ridotto del Teatro del popolo per il consiglio comunale aperto indetto sulla chiusura dell’ospedale Santa Verdiana che ha problemi di...

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CASTELFIORENTINO. In quattrocento ieri sera hanno riempito il Ridotto del Teatro del popolo per il consiglio comunale aperto indetto sulla chiusura dell’ospedale Santa Verdiana che ha problemi di stabilità e che deve essere ristrutturato. E l’assemblea si è subito aperta in maniera agitata.

Una prima dose di fischi l’ha intascata il presidente del consiglio comunale Gianfranco Cannella, che alle 21.40 – quando l'assessore regionale Luigi Marroni non era ancora arrivato a Castello – prende il microfono e si scusa con i cittadini che gremiscono il Ridotto (in ogni ordine di posto e con tanta gente costretta ad assistere alla seduta in piedi). «Scusate ma non pensavo che ci fosse così tanta gente», dice Cannella. Parole che scatenano la reazione della platea, tra urla e fischi. Il sindaco Giovanni Occhipinti ha poi preso la parola: «Castelfiorentino è esempio di correttezza democratica. Ciò che vi chiedo è che si faccia con ordine ciò che il presidente ci ha indicato. Seguite le regole. Ringrazio Marroni che è in ritardo perché sta arrivando da Roma e ci sarà, i colleghi sindaci, la direzione aziendale dell'Asl e voglio ringraziare voi, che avete ritenuto utile e giusto intervenire e partecipare, dimostrando attaccamento all'ospedale e di avere a cuore funzionamento della sanità». «Ho ritenuto indispensabile coinvolgervi - è andato avanti il sindaco - con la consapevolezza che in un tema così importante ci dovesse essere la massima partecipazione. Bisogna recuperare efficienza ed efficacia ma non a discapito dei cittadini, ma riorganizzando i servizi».

Poi il sindaco ha rifatto la storia dei lavori necessari al S. Verdiana. « A margine di un incontro coi vertici dell'Asl a ottobre 2012 la direzione aziendale mi informò che secondo la normativa entrata in vigore dopo il terremoto nel Molise, la nostra struttura presentava problematiche ma ritenne di dover approfondire e dette un incarico per una verifica supplettiva. Il mese scorso l'Asl mi ha convocato per un incontro dove mi è stato spiegato che le criticità di tipo statico. La direzione mi spiegò anche che in via cautelativa aveva messo a punto un programma di trasferimento a Empoli e che erano necessari interventi importanti. Purtroppo però ci sono risorse». «Ed è a questo punto che ho chiesto un incontro con Marroni per avere garanzie sul futuro - ha spiegato poi il siondaco - sono grato a Marroni perché ha capito che la difesa del Santa Verdiana non è capriccio campanilistico, ma è un esempio da seguire. Non si può ora rinnegare un modello che punta sul decentramento e differenziazione dei servizi». Occhipinti ha formulato all'assessore Marroni la richiesta di un’ immediata sottoscrizione di un protocollo politico che confermi il modello, con Regione, azienda e Conferenza dei sindaci. Dicendo no al trasferimento dei servizi. La seconda richiesta di Occhipinti è stata il mantenimento pieno dei servizi compresa degenza e radiologia, anche durante i lavori, individuando luoghi idonei per il loro collocamento. «Questa problematica andava gestita tutti insieme fin dall'inizio - ha aggiunto - Ora serve piano condiviso e coordinato. Confidando nell'impegno della Regione, formulo la terza richiesta: protocollo tecnico-progettuale che individui tempi certi. Quarta e ultima richiesta: propongo la costituzione di un gruppo di massimi esperti per fare un'ulteriore analisi della struttura e valutare bene gli interventi da fare» . Gli ha risposto il direttore Eugenio Porfido: «Nell'ambito di questa indagine emerge che ci sono problemi di tipo statico più che di antisismica - ha detto - la struttura non è in grado di sopportare il carico per il suo normale funzionamento: (letti, strutture di diagnosi, pazienti). Quindi è un problema di tenuta. Il percorso è stato seguito da professionisti dell'azienda con consulenti esterni. Al momento l'intervento non rientra nelle capacità economiche dell'azienda. Quindi bisogna dire no al mantenimento delle degenze, è troppo pericoloso per i pazienti. Di qui la decisione di spostare solo questi a Empoli e mantenere tutti i servizi a Castelfiorentino».

L’assessore Marroni ha spiegato di capire le ansie e preoccupazioni. «Sono qui per dare delle risposte - ha detto - Il progetto sanitario viene riconfermato. Tutta la sanità toscana è oggetto di una grossa riforma. Questo progetto è un modello da esportare. Era e rimane valido. Ma è capitata questa tegola tra capo e collo e il rischio è troppo elevato. Non possiamo fare finta di niente. Come l'affrontiamo: prima di tutto mettendo in sicurezza, con lo spostamento delle degenze. Prendo l'impegno che formalizzeremo nelle prossime settimane, a consolidare questa parte dell'ospedale . Si parla di circa 15 milioni di euro come preventivo. Se poi sono meno meglio. Ci saranno i professionisti che ce lo diranno». «Io prendo l'impegno a reperire le risorse a iniziare al più presto un percorso per ristrutturare la parte più nuova del complesso per renderlo più sicuro - ha aggiunto - andremo a formalizzare con il Comune un accordo il prossimo mese e sono disposto a tornare qui tra due mesi e vedere se abbiamo formalizzato l'impegno ad iniziare questo percorso». Nel frattempo come si va avanti? C'è la parte vecchia dove ci sono già delle attività, tutte confermate. Perché, è stato chiesto, non salvate almeno una parte della degenza spostandola in quella vecchia? «Bisognerebbe fare dei lavori, così non è adatto - ga spiegato Marroni - Nel protocollo fissiamo quanti posti si possono salvare: esempio, le porte sono più piccoli dei letti che in trent'anni sono ingranditi. Ma c'è l'impegno di fare uno studio su cosa si può portare nella parte vecchia. Al prossimo incontro, tra due mesi, dirò anche cosa possiamo mantenere in quello vecchio. Il sindaco dice facciamo un altro studio? Ne sono già stati fatti, ma se questa è la richiesta siamo disposti a rivederla con una super valutazione, in modo da essere tutti convinti».

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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