Il Tirreno

Empoli

LA STORIA»UN LIETO FINE

di Francesco Turchi
LA STORIA»UN LIETO FINE

FUCECCHIO. «La ferita? Ma dai... Non gli ho mica fatto niente». E giù sorrisi, mentre le due mani si stringono, davanti a flash e telecamere. Il teatro è lo stesso. I protagonisti anche. Ma il...

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FUCECCHIO. «La ferita? Ma dai... Non gli ho mica fatto niente». E giù sorrisi, mentre le due mani si stringono, davanti a flash e telecamere. Il teatro è lo stesso. I protagonisti anche. Ma il contesto è decisamente diverso. Nella notte tra lunedì e martedì scorsi Marcello Mucci, pistoiese, ex giardiniere disoccupato e Paolo Pedrotti, mercante d’arte e organizzatore di eventi, oltre che agente immobiliare per passione, si erano incontrati per la prima volta nel cantiere di Lazzeretto, dove sono in costruzione (e in via di ultimazione) cinquanta appartamenti. Dove Pedrotti, veneziano trapiantato a Trento, vive da un anno: «Un amico della Gps spa (che sta costruendo gli appartamenti), mi ha chiesto di dargli una mano a venderli». Ed è così che il destino l’ha fatto ritrovare di fronte a Marcello Mucci, 54 anni, costretto a vivere con i 267 euro di pensione d’invalidità della moglie. Disperato al punto da mettere gli occhi su quel residence che gli sembrava disabitato: «Sono passato da qui in auto – racconta – e ho visto tutte queste case. Ho deciso di tornarci di notte, per rubare il rame». E così i due si sono ritrovati di fronte. Pedrotti in pigiama, con un coltello da cucina in mano. Mucci con una tuta mimetica e una sacca nascosta a pochi metri di distanza con all’interno 17 chilogrammi di rame. Il manager ha anche ferito (lievemente) il ladro con il coltello, che poi ha cercato di fuggire in auto e si è beccato anche una sassata sul cofano.

Ed è qui che c’è stata la svolta. Arrivano i carabinieri, Pedrotti capisce di non avere di fronte un malvivente, ma un disperato. Decide di scrivergli una lettera attraverso il nostro giornale, per offrirgli un lavoretto: «Devo tagliare l’erba nel cantiere. Ti pago otto euro l’ora. E se viene anche tua moglie, c’è da pulire gli appartamenti». Mucci (che sarà processato, ma che intanto è in libertà con l’obbligo di firma), accetta. Anche perché – scherzo del destino o ironia della sorte – aveva sempre lavorato come giardiniere, prima di essere licenziato dopo un incidente sul lavoro. E la storia fa il giro d’Italia. Tanto che i due sono contesi dai salotti televisivi e i programmi di approfondimenti delle principali emittenti nazionali.

E ieri pomeriggio – dopo essersi visti a casa Mucci a Pistoia – sono tornati a Lazzeretto. Dove c’erano ad attenderli le telecamere della Rai, per la trasmissione “La vita in diretta”, fotografi e giornalisti. Ed ecco che le paure, il coltello, i sassi e le sirene dei carabinieri sono state sostituiti da strette di mano e sorrisi. Ormai si danno del “tu”, si chiamano per nome. Altro che ladro e vittima. Marcello è un uomo in difficoltà che ha trovato sulla sua strada un uomo «buono, simpaticissimo e di grande cultura» come lo definiscono gli amici Mario Trinci e Franco Marradini, i primi ai quali Pedrotti ha chiesto aiuto dopo aver scovato il ladro e avvertito i carabinieri. E che ieri hanno assistito divertiti allo show di Paolo, tra un servizio fotografico e una diretta. Che però si fa serio quando gli viene detto che ha fatto un gesto eccezionale: «No. Non è vero. Non ho fatto niente di straordinario. Marcello è un uomo che ha rubato per fame. Quando l’ho capito, ho cercato di dargli un piccolo aiuto, che sicuramente non gli risolverà la vita. E proprio per questo lunedì scriverò ai vivaisti di Pistoia, affinché gli diano un lavoro». Ma intanto Marcello è pronto a voltare pagina, anche se a fine mese si troverà di fronte a un giudice, in un’aula di tribunale, per rispondere del reato di furto: «Paolo – dice indicando colui che due giorni prima l’aveva affrontato con un coltello – mi ha detto che mi mette a disposizione uno degli appartamenti come ricovero per gli attrezzi. Io non vedo l’ora di iniziare. Ho rubato perché ero disperato. Da quando ho perso il lavoro nel 2011 ho trovato solo porte chiuse. Ed è per questo che mi sono ritrovato a rubare. E domattina (oggi, ndr) voglio iniziare una nuova vita». Proprio da Lazzeretto, da quello stesso cantiere che prima l’ha visto ladro, poi personaggi televisivo e, da oggi, operaio. Dipendente di Paolo Pedrotti, prima venditore e guardiano degli appartamenti, quindi vittima di un furto e poi star («senza merito» come lui tiene a precisare), grazie a «un gesto semplice» che si è guadagnato l’applauso di tutta Italia.

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