Il Tirreno

Empoli

La banda di rapinatori aveva il covo a Fucecchio

In tre vanno fino in Umbria per legare un’anziana e portarle via soldi e gioielli con l’aiuto di due basisti ma al ritorno a Ponte a Cappiano finiscono in manette

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FUCECCHIO. Hanno fatto irruzione nella villetta di una vedova di 83 anni. Le hanno puntato un coltello alla gola e si sono fatti consegnare 600 euro in contanti e alcuni gioielli. Poi l’hanno legata a una sedia e sono fuggiti. Ma la banda – composta da cinque albanesi – è stata sgominata. Il fatto è accaduto nei dintorni di Nocera Umbra. I due basisti avevano messo le tende a un centinaio di chilometri di distanza, a Città delle Pieve. Mentre i tre autori materiali della rapina sono arrivati appositamente da Fucecchio.

Avevano stabilito il loro quartier generale all’interno di un affittacamere a Ponte a Cappiano. Da lì i tre sono partiti, a bordo di una Audi A6 alla volta di Città della Pieve, dove avevano appuntamento con altri due malviventi della zona, anche loro albanesi, che avevano individuato l’obiettivo da colpire: una villetta nella campagna di Nocera Umbra. I tre si sono fatti accompagnare sul posto, intorno alle 15. Con il volto travisato hanno legato e rapinato l’anziana proprietaria. Poi i due “umbri” sono tornati a prenderli. Ma nel frattempo un carabiniere – che si stava recando in caserma per iniziare il turno di lavoro – li ha notati, a bordo di una Lancia Y, mentre stavano telefonando. E si è insospettito. Dopo pochi minuti ha visto l’auto sbucare da una strada secondaria, che conduce soltanto all’abitazione dell’anziana. E stavolta a bordo erano in cinque: l’auto si è dileguata velocemente. Sono scattati i controlli sul numero di targa. E nel frattempo l’anziana è riuscita a liberarsi e ad avvertire i carabinieri. Proprio grazie al numero di targa della Lancia – sono risaliti ai due basisti, che sono stati trovati in possesso di 600 euro e alcuni monili e sono stati arrestati: Fation Hajrdelli, falegname di 25 anni, pregiudicato e Edmon Arusha, anche lui classe 1988. Intanto l’informativa è stata trasmessa dai carabinieri anche ai comandi delle regioni limitrofe. E a Fucecchio, il comandante Pirina e il suo vice Cassaneti hanno subito pensato a quei tre albanesi che erano arrivati da poco in città e che i militari della stazione stavano “seguendo” da alcuni giorni. Hanno provato a rintracciarli, ma non erano reperibili. E questo ha ulteriormente insospettito i carabinieri coordinati dal comandante della Compagnia, Giuseppe Pontillo. Anche perché alcune caratteristiche fisiche – in particolare le orecchie a sventola di una dei malviventi – riportate nella nota diffusa dai militari umbri si ritrovavano nel terzetto già pedinato. E così sono stati predisposti una serie di posti di blocco a Fucecchio. E i tre sono caduti in trappola intorno alle 22, mentre facevano ritorno al loro “covo”. Subito dopo è scattata la perquisizione (anche nelle camere della struttura ricettiva di Ponte a Cappiano) che ha portato i carabinieri a recuperare 2.500 euro in contanti, monili in oro ed orologi ritenuti provento di rapine e furti negli appartamenti, commessi in varie zone (anche a Gallicano in Garfagnana). Ma non solo: è spuntata fuori anche la ricevuta relativa ad un pernottamento in un albergo di lusso nella zona di Ellera Umbra. Inoltre, dalle successive verifiche sui cellulari, sono emersi contatti telefonici con gli altri due componenti della banda, proprio nell’orario in cui si è consumata la rapina. E così sono stati arrestati – anche loro per rapina aggravata in corcorso e sequestro di persona – anche Bashkim Kulla, 24 anni, pregiudicato, suo cugino Samir Kulla, 28 anni e Met Taga, 26 anni. (f.t.)

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