Il Tirreno

Empoli

E ora insieme alle vendite crolla il prezzo dei negozi

di Marco Pagli
E ora insieme alle vendite crolla il prezzo dei negozi

In tutti i comuni c’è un calo drastico nelle quotazioni delle attività commerciali Sia cedere che affittare i fondi sta diventando sempre più difficile

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EMPOLI. Sarà che dura ormai da 5 anni, sarà che vederne una via di uscita è difficile anche per gli ottimisti più convinti, sarà che è sempre più complessa. Sta di fatto che la crisi, e nello specifico quella del commercio, continua a mostrare aspetti diversi, ma tutte facce della stessa medaglia. L’ultimo tragico aggiornamento parla di un calo drastico nelle quotazioni delle attività commerciali del territorio, sia per quanto riguarda i valori di vendita sia per le locazioni. Segno questo che, accanto alle chiusure degli esercizi, c’è un dato ancora peggiore che indica tutta la difficoltà a vendere o ad affittare i fondi su cui l’attività era cessata.

Il calo, evidenziato dal report dell’Agenzia del territorio che confronta i dati del secondo semestre 2011 con quello del 2012, è evidente in quasi tutti i centri del circondario, con pochissime eccezioni. Le percentuali oscillano dal 5% al 10%, con picchi del 20% registrati negli affitti di esercizi della periferia di Empoli. «Siamo arrivati ad un punto in cui le dismissioni sono all’ordine del giorno – spiega Enzo Nigi, presidente di Confesercenti Empolese Valdelsa – mentre i subentri diminuiscono. Basta fare un giro nei comuni per rendersi conto del numero di fondi commerciali sfitti. Così anche i proprietari sono dovuti correre ai ripari, abbassando i prezzi di vendita o di affitto per cercare di piazzarli. Altrimenti rimangono vuoti, mentre le spese continuano a crescere. Ormai la tenuta degli esercizi, specie i più piccoli e i più legati al territorio, dipende da quanto fieno in cascina è rimasto».

Secondo i dati dell’Agenzia, a rimanere per ora esclusi dal fenomeno sono soltanto Cerreto, Vinci e i centri minori di Gambassi e Montaione, dove le quotazioni rimangono stabili rispetto all’anno precedente. In tutti gli altri la flessione è palese. Vediamo la situazione. A Capraia e Limite, in entrambi i centri urbani, si è registrato un abbassamento dei prezzi di oltre il 10%. In sostanza si possono risparmiare 200 euro al metro quadro. A Castelfiorentino il calo è di poco inferiore al 5%, con risparmi di 100 euro al metro quadro sia nel centro storico, sia nella zona centrale bassa. Stesso trend si evidenzia nella zona di San Donato. Sempre in Valdelsa, a Certaldo, la diminuzione riguarda in particolare il borgo alto, dove le attività commerciali si sono deprezzate di oltre il 7%. A Empoli, invece, la diminuzione si è attestata sul 6% nella zona semicentrale (-10% gli affitti), sul 12,5% nella zona periferica (-21% gli affitti) e sul 7% nella zona sud della città (stessa cifra per gli affitti). Nel comune capofila rimangono praticamente invariate le quotazioni nel centro storico, anche se ciò non è sintomo di salute.

Spostandoci a Fucecchio, invece, vediamo che è proprio il centro a soffrire maggiormente: la diminuzione dei prezzi si attesta sul 6,5%. Ma i numeri assoluti sottolineano, se possibile, una situazione ancora peggiore, dal momento che il deprezzamento è arrivato in media a 200 euro in meno ogni metro quadrato per l’acquisto e a 10 per l’affitto. L’effetto è soltanto attenuato anche nel resto del territorio, dove il calo è del 5%. Il discorso non cambia a Montelupo. Anche qui in un anno il valore dei fondi è abbassato di circa 200 euro al m/q, passando da un massimo di 2.600 ad uno di 2.500 euro. A Montespertoli la flessione è più marcata in periferia e nelle frazioni che nel centro urbano. In quest’ultima zona, infatti, si è perso un 4% (-7% per gli affitti), mentre nella periferia il 5% (-6% per gli affitti), così come nelle aree di Baccaiano, Poppiano e Anselmo (-10% per gli affitti).

Un colpo ulteriore, secondo le previsioni delle associazioni di categoria, sarà registrato nel primo semestre di quest’anno. In questo avvio di 2013, infatti, la mancanza di lavoro per gli esercizi si sta facendo ancora più evidente. «In 2 o 3 mesi – conclude il presidente di Confesercenti – si è praticamente fermato anche il giro di vendite che era rimasto. Sfiducia e maltempo sono le cause, ma è l’ora di voltare pagina».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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