Sicurezza
Un marciapiede che viene cancellato parte la protesta
EMPOLI. Un marciapiede smantellato sul ponte nuovo. Parte la protesta di Legambiente ed Empoliciclabile. «Provate a fare un giro verso il ponte sull’Arno, dove stanno ultimando i lavori di...
EMPOLI. Un marciapiede smantellato sul ponte nuovo. Parte la protesta di Legambiente ed Empoliciclabile. «Provate a fare un giro verso il ponte sull’Arno, dove stanno ultimando i lavori di completamento - spiegano le associazioni Empoliciclabile e Legambiente - constaterete con i vostri occhi qualcosa che ha dell’incredibile. Il marciapiede che costeggia il fiume, sulla statale dal lato del palazzo delle Esposizioni, appena dopo essere stato costruito è stato demolito e ricostruito riducendone la larghezza e accorciandone la lunghezza di una quarantina di metri circa».
I pedoni provenienti dal ponte in direzione stadio non possono percorrere quel lato perché il marciapiede si interrompe bruscamente. «Quindi anziché ridurlo se mai andava prolungato - spiegano ancora - tutto questo per dare ancora più spazio alle automobili, sottraendolo così alle utenze deboli della strada, i pedoni in questo caso, i ciclisti in altre situazioni. Oltretutto senza motivo, giacché i veicoli devono necessariamente incolonnarsi in un’unica fila per entrare nella rotonda. Vorremmo capire con quale autorità l’amministrazione comunale di Empoli ha deciso di variare il progetto del Circondario in fase di realizzazione, alterandolo per l’appunto in quanto ha creato una palese asimmetria con l’altro lato che va in direzione ovest».
« E’ sempre la stessa amministrazione, questa, che soltanto alcuni mesi fa abbiamo difeso e lodato per aver finalmente dimostrato sensibilità e attenzione verso l’utenza debole della strada - spiegano - realizzando finalmente le prime piste ciclabili davvero funzionali allo sviluppo della mobilità sostenibile? Come si fa a smarrire in così poco tempo, e inspiegabilmente, un credito di attenzione e di sensibilità verso i più deboli, conquistato sul campo già una trentina di anni fa, quando, tra le prime città italiane, Empoli realizzò l’abbattimento delle barriere architettoniche dei marciapiedi?». Oltre allo sconcerto «rimane anche il dubbio che ci sia stato uno spreco del danaro pubblico», concludono le due associazioni.
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