Sicurezza
«Ti ho ferito, ma ora ti voglio aiutare»
Lettera del manager al ladro di rame: «Ho avuto paura, ma sono pronto a dare un po’ di lavoro a te e a tua moglie»
CERRETO GUIDI. «L’ho ferito perché mi sono spaventato. Alle 6 del mattino, in pigiama, mi ritrovo di fronte quest’uomo con la tuta mimetica che poi mi piomba addosso. Cosa avrei dovuto fare? Però poi ho capito che è un disperato, un “ultimo”. E ho deciso di aiutarlo. Ecco perché offro un lavoretto retribuito sia a lui sia alla moglie». Paolo Pedrotti rivive la colluttazione con il ladro nel residence in costruzione a Lazzeretto. Il cantiere – che in passato aveva avuto non poche vicissitudini – “vede” il traguardo (a settembre), grazie all’accelerata coincisa con l’arrivo della Gps costruzioni di Roma. Pedrotti è direttore delle vendite. Da un anno vive (da solo) in uno dei 50 appartamenti tra la provinciale 48 e via Trento. L’altro protagonista della vicenda è un pistoiese di 54 anni, pregiudicato, che vive con una pensione di 200 euro al mese e che arrotonda con piccoli furti: «Più che un malvivente, è un disperato. È venuto a rubare con l’auto della moglie. Ha lavorato tre ore per rubare poco più di 17 chilogrammi di rame», saccheggiando i cavi elettrici all'interno di alcuni appartamenti appena realizzati e pronti per essere venduti.
Pedrotti, passata la notte di paura, a mente fredda, ha deciso di scrivere una lettera aperta al ladro che prima l’ha aggredito e poi ha anche tentato di investirlo con l’auto. Il manager vuole chiedere scusa al ladro per quella lieve ferita che gli ha procurato con un coltello da cucina. E per offrire una possibilità, a lui e a sua moglie, di guadagnare un po’ di soldi onestamente, facendo dei lavoretti al residence preso di mira (causando danni per 6-7mila euro). «Ti aspetto, l’indirizzo lo sai...». Il ladro ha trascorso la giornata di ieri nella camera di sicurezza della caserma di via Tripoli a Empoli, in attesa della direttissima, fissata per oggi. Quando tornerà in libertà potrà decidere se raccogliere l’invito che gli ha rivolto l’uomo che l’ha ferito: «Tu – scrive Pedrotti – ti sei beccato una coltellata, e me ne scuso. Ma avevo una paura fottuta quando ti ho sorpreso a rubare dentro casa. E te anziché abbozzare una resa, quando ho pronunciato la parola “carabinieri”, ti sei palesato con un aggessività che mi ha visto mio malgrado costretto ad offendere colpendoti con una lama, cosa alquanto desueta per me che sono un pacifista convinto». Quindi la proposta: «Hai scardinato ben 32 cassette di derivazione, asportando 18 chili di filo di rame, che venduto sul mercato a 3 euro al chilo ti avrebbe fruttato un bottino al netto delle tasse di ben 60 euro, facendo comunque un danno di 6/7.000 euro. Ti chiedo se ne vale la pena? Quando tornerai in libertà ti invito a passare al cantiere, ovviamente in orari ufficio, porta con te un tosaerba e ti prometto che ti farò tagliare l'erba del cantiere e ti darò otto euro all'ora. Porta anche tua moglie: ci sono da pulire 50 appartamenti... Ti offrirò un bicchiere di vino e cercherò di persuaderti a scegliere le vie meno complicate per esistere».
Francesco Turchi
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