Il dolore
Mario Francini e le comunicazioni
Nel 1984 partecipò a una tavola rotonda alla Casa del fanciullo
FUCECCHIO. Una delle poche volte che il giornalista e scrittore Mario Francini tornò a Fucecchio non in incognito, fu quando il 1° giugno 1984 venne invitato – in occasione delle giornate delle comunicazioni sociali – a una tavola rotonda. Tema: “Comunicazione e famiglia”, presso la Casa del fanciullo e del giovane. Nato a Roccastrada, ancora bambino si era trasferito a Fucecchio con la famiglia, che all’epoca ancora qui viveva. Operatore al primo canale della Rai-Tv, si spostò da Roma dove risiedeva per dare il proprio prezioso contributo all’argomento. E dopo una colta introduzione dello storico Alberto Malvolti, Francini approfondì simpaticamente la funzione nota, ma anche gli aspetti meno conosciuti dei mezzi di diffusione: stampa, radio e televisione. Con i conseguenti sfoci nella pubblicità, e dunque l’incidenza sugli utenti, i giovani, la famiglia. Segnalando pertanto la necessità di avere un atteggiamento critico nel loro uso.
Dopo di lui anche Giorgio Sanna, allora esponente della Dc, e, poi, lo scrittore ed editore Aldemaro Toni commentarono altri interessanti aspetti. Dopodiché si svolse il dibattito. Francini morì qualche anno dopo: nel gennaio 1998. All’improvviso, per un ictus, nella sua casa di Cortona. Aveva 69 anni. Era in pensione da cinque anni, ma dalla Rai, non dal giornalismo. Scriveva articoli e pubblicava libri di divulgazione storica, tra i quali “Quante storie” (fatti, fattacci e fatterelli di vita italiana, giorno dopo giorno, attraverso i secoli), e anche “Dentro la storia, fatti e personaggi che hanno cambiato la nostra vita”. (l.g.)
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