Sicurezza
Attacca il Pdl: «Il piano del traffico è da rifare»
FUCECCHIO. Per il centro destra fucecchiese il piano del traffico è da rifare. L’analisi dei flussi veicolari alla base del progetto non è attendibile, e per quanto riguarda il centro storico occorre...
FUCECCHIO. Per il centro destra fucecchiese il piano del traffico è da rifare. L’analisi dei flussi veicolari alla base del progetto non è attendibile, e per quanto riguarda il centro storico occorre rivitalizzarlo e non “blindarlo” tra zone a traffico limitato ed aree pedonali. Questo in sostanza il senso delle osservazioni che il capogruppo in consiglio comunale, Mario Lupi, ed il consigliere Simone Testai, hanno presentato al sindaco Claudio Toni nell’ambito del percorso partecipativo voluto dall’amministrazione comunale che porterà all’approvazione del piano della mobilità e del traffico che la città attende da oltre vent’anni.
I due esponenti politici del centro destra contestano dunque lo studio che ha portato all’elaborazione del progetto redatto dalla Tages di San Giuliano Terme. «I flussi veicolari posti alla base della progettazione si riferiscono al febbraio e marzo del 2011 quando il nuovo ponte sull’Arno non era stato ancora aperto», dicono. Per Lupi e Testai i flussi veicolari sono sostanzialmente variati grazie alla nuova direttrice sul nuovo ponte sull’Arno che permette di bypassare sia il centro urbano, sia via Fucecchiello e via Saettino, oltre a via Battisti e viale Rosselli. «Si propone prima dell’approvazione del Piano - scrivono i due esponenti del Popolo delle Libertà - una nuova rilevazione ed eventuali nuove soluzioni progettuali per i tratti interessati dalla variazione del flusso veicolare al fine di evitare la realizzazione di infrastrutture inutili e costose».
Anche le soluzione progettuali adottate per il centro storico non soddisfano i due consiglieri comunali, ed in particolare la zona a traffico limitato (0-24) prevista per la parte antica della città e la pedonalizzazione di piazza Vittorio Veneto che andrebbero a precludere l’accesso ai potenziali clienti delle attività commerciali ed artigianali presenti. L’accesso a dette attività ed ai servizi presenti in piazza Vittorio Veneto, secondo Lupi e Testai, devono essere invece, al contrario, garantiti anche considerato che l’amministrazione comunale stessa ha stanziato contributi per l’apertura di nuove attività».
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